URGE DIFENDERE I DIRITTI CALPESTATI DEI GIORNALISTI SPORTIVI

di Gianfranco Coppola – Presidente USSI

Sulle tribune del Foro Italico per gli internazionali di tennis, spettatori a macchia di leopardo. Questa la bella novità in un paese normale che riapre con giudizio e riavvia le attività wedding compreso.

Alle porte, i campionati europei che la Uefa ha voluto col pubblico. E l’Italia si è intelligentemente adeguata evitando un anacronismo. Ci saranno giornalisti e fotografi tra campo e tribune ma comunque in numero ridotto rispetto alle richieste. Ma si sta cercando una soluzione equa.

Nel basket è tempo di finali scudetto, ma anche lì come nel tennis nessuna apertura per il mondo dell’informazione. Come quando andavo nell’ex Unione delle Repubbliche Sovietiche a metà dei primi anni ottanta mi sembra di rivivere i tempi di Vremia, il TG della rete nazionale che dopo l’attività dei leader del partito veniva seguito da musica classica. Il paragone è certamente esagerato per eccesso ma davvero la chiusura totale di fronte alla richiesta dei giornalisti, di penna o per immagini, dicendo che si può seguire da piattaforma o scaricare le foto da sito è aberrante. Da respingere. Anche l’ex World League di volley prevista in Emilia Romagna prevede turni massacranti per gli operatori e zero giornalisti. Non va. Serve una revisione. Il Comitato Tecnico Scientifico va a dir poco pungolato e informato bene delle difficoltà ormai da 18 mesi di giornalisti e fotografi che hanno mestiere e famiglia. Salviamo la Stampa, sportiva e non solo. In serie A di calcio dai mille a zero spettatori ma sempre e comunque pochissimi giornalisti e fotografi. Si sono adeguate le altre leghe e gli altri sport rimasti attivi. In epoca di covid in Italia il racconto dello sport è mutilato. Persino per le tv, che tra primi e secondi e spesso anche terzi diritti, un numero ultra limitato di accessi.

Sempre più destino amaro per i colleghi della carta stampata: state a casa in smart working, addirittura più comodo. La partita commentata da remoto è come bere un bicchiere di vino online. Gli uffici stampa delle federazioni e delle società, spesso sotto accusa per scarsa collaborazione o interpretazione del ruolo, dicono che sono costretti ad applicare ordini superiori.

Il Covid ha portato via risorse economiche già mortificanti a tanti corrispondenti e collaboratori. Il dato più triste è che migliaia di collaboratori non hanno potuto raccontare tornei giovanili e accompagnare le promesse dello sport , seguire i tornei dove ancora c’è valore del territorio e sentimento. Al giornalismo sportivo italiano è mancata l’aria di campi e palazzetti, danni enormi.

L’Unione Stampa Sportiva Italiana, in un momento estremamente delicato per pandemia, riforma dello sport, attività agonistiche ridotte soprattutto per i giovanissimi, auspica che la competenza della neo sottosegretaria con delega allo sport Valentina Vezzali – che aggiunge alla conoscenza del settore una esperienza politica utile per le complesse dinamiche del mondo istituzionale – possa consentire sinergia e sintesi propositiva. Le giornaliste e i giornalisti sportivi italiani, fotografi e video operatori, fortemente penalizzati su fronti come accesso alle fonti e numero di eventi per le cronache, auspicano che Valentina Vezzali che conosce la materia ed è una donna che si informa con grandissimo scrupolo sulle situazione possa riannodare i fili per consentire la  ripartenza per la crescita dei giovani sportivi e il racconto dello sport

Per gli europei aspettiamo il match di apertura allo Stadio Olimpico di Roma l’11 giugno con Italia-Turchia, mentre le semifinali e la finale saranno di scena alla Wembley Arena di Londra in Inghilterra, quella Inghilterra fuori dall’Unione Europea, dove i team dovranno andare all’uscita doganale col passaporto in mano.

Per la prima volta in 124 anni di storia abbiamo dovuto assistere al rinvio dei Giochi Olimpici. Indubbiamente questo è uno degli eventi sportivi 2021 più attesi, e dopo lo slittamento le nuove date annunciate dall’organizzazione sono quelle che vanno dal 23 luglio all’8 agosto. I Giochi Paralimpici invece scatteranno il 24 agosto e termineranno il 5 settembre. Il Giappone è in allarme ma si spera che la campagna globale di vaccinazione possa consentire l’apertura degli impianti sportivi al pubblico.