GIANNI BRERA “DALLA A ALLA Z” RACCONTATO DAL FIGLIO FRANCO

Milano – Il Gianni Brera noto e amato, quello dei rivoluzionari neologismi e dei soprannomi affibbiati ai grandi dello sport, di cui disseminava i suoi leggendari servizi giornalistici. Ma soprattutto il Gioann Brera “intimo”, quello della vita quotidiana e dei rapporti familiari. Ce lo racconta Franco Brera, ultimo dei suoi figli, firmando con l’altisonante nome di Orso Maria Giovanni Brera il libro “Mai paura – Gianni Brera dalla A alla Z e oltre”, presentato oggi a Milano.

Spinto dal padre alla professione giornalistica come i suoi due fratelli maggiori Carlo e Paolo, entrambi scomparsi, Franco si è poi affermato come musicista, autore, insegnante di musica, animatore.  “Sono l’ultimo superstite della nidiata di Gianni Brera – spiega nel risvolto di copertina –. Sono spesso sollecitato a raccontare qualcosa di originale e vero sul suo mondo che altrimenti sparirebbe”.  A convincerlo a raccontare quel “qualcosa di originale e vero” è stata la moglie Michela. Ed ecco, in forma di dizionario di voci “breriane” pubbliche e private, corredato da molte foto, questo “Mai paura” che condensa, in rapidi e spesso ironici flash, efficaci ritratti di decisive figure familiari come la moglie Rina, di grandi amicizie, di vita intensamente vissuta dentro e fuori la professione del giornalista.  C’è la guerra poco guerreggiata (da paracadutisa e da addetto stampa) e poi l’esperienza partigiana in Val d’Ossola. Ci sono fatti e curiosi personaggi della sua San Zenone al Po, c’è la politica sperimentata a tratti, connotata da fermi princìpi socialisti. Come fermo era il laicismo di Brera, contrappuntato – ricorda il figlio – da una tutta personale spiritualità e da un senso quasi religioso della ritualità sportiva (“Oggi si celebra la …..ma giornata di campionato”, era l’incipit fisso del suo pezzo della domenica).  E naturalmente ci sono le ritualità socializzanti – dentro e fuori la famiglia – del mangiare, del bere, della caccia e – perché no – del corteggiamento. Cardini della vita di Gianni Brera, sempre senza esagerare e sempre all’insegna del “Mai paura”.

Nato a San Zenone al Po (Pavia) nel 1919, Gianni Brera è morto il 19 dicembre 1992 a Codogno (Lodi), vittima di un incidente stradale assieme ai due amici coi quali era di ritorno da una delle sue famose serate conviviali. L’incidente fu provocato da una vettura che in senso contrario aveva invaso a forte velocità la carreggiata opposta.