Addio Dalla Vecchia il commodoro di Napoli

(Massimo Corcione) – Se fosse mai stato necessario dare un nome, un volto, una sagoma per regalare un corpo fisico al concetto di sport a Napoli, Pippo dalla Vecchia non avrebbbe avuto rivali. Ha attraversato da protagonista gran parte dello scorso secolo, non si era arreso neppure con l’arrivo della nuova era. Atleta, dirigente, tifoso, affascinante narratore di storie ordinarie e concreto promotore di obiettivi fantastici: l’elenco delle persone che vorrebbero ripetergli per l’ennesima volta il proprio grazie è quasi infinito. Mi iscrivo anche io che ebbi la fortuna di conoscerlo mentre cominciavo il mio percorso in quella straordinaria accademia che per me e tantissimi altri giornalisti fu Il Mattino. Mi raccontò la Vela come un irrinunciabile romanzo popolare, le sue erano molto più che impeccabili lezioni da manuale: mi aiutò a far capire come il fenomeno Azzurra fosse molto più che un’operazione di marketing; era lui, invece, a voler sapere, conoscere tutto di sua maestà Maradona, dopo aver vissuto da vicino altri fanatismi. Ricordava dettagli ormai sepolti nella memoria popolare sul matrimonio di Vinicio in Piazza Plebiscito e sulla trattativa che portò Jeppson dall’Atalanta al Napoli, si era esaltato davanti al talento smisurato di Sivori e Altafini, ma aveva esultato da napoletano vero nel vedere le medaglie d’oro olimpiche ornare il petto di guaglioni nati per vincere anche in una terra troppe volte sconfitta. Avrebbe voluto cambiare il mondo, sicuramente è stato poco assecondato. Era presidente di un circolo velico, il Savoia, un ambiente troppo chic per inseguire traguardi di popolo: eppure nessuno conosceva la città come il “commodoro”. Era consapevole che il mare costituisce la ricchezza inestinguibile di Napoli, un giacimento favoloso degno di avere tra le proprie gemme anche l’America’s cup. Un sogno meraviglioso che oggi merita di essere ancora coltivato nel nome di Pippo, ma soprattutto nell’interesse di Napoli. Fu tra quei visionari a credere nell’idea che solo lì potesse coniugarsi il tesoro del mare al mese di dicembre, il più freddo dell’anno in molti angoli del pianeta. Per Giuseppe dalla Vecchia, gommista in Napoli, la casa dell’impossibile è sempre stata qui.

 

CHI ERA – Addio a Pippo Dalla Vecchia, storico presidente del Circolo Savoia.

Un grande dolore, per la scomparsa di Giuseppe Dalla Veccha, per tutti Pippo. Lo storico presidente del Circolo Savoia aveva 90 anni, ne avrebbe compiuti 91 il prossimo 5 giugno.

Una vita per lo sport, da atleta e da dirigente, come dimostrano i successi che si possono distinguere due aspetti, quello del velico impegnato nell’attività agonistica e quello del dirigente sportivo.

Vicepresidente della FIV e poi grande condottiero del circolo Savoia di Napoli. Ha sfiorato la presidenza della Federvela.

Vicino alle Olimpiadi nel 1960 (Finn) e nel 1972 (Tempest), per anni anche “giornalista” come direttore del giornale FIV Sport Vela.

Quanto ha fatto per lo sport Pippo Dalla Vecchia lo si può ricordare pensando a come sia stato membro di uno dei cinque Comitati di Regata, tra gli organizzatori delle Olimpiadi della Vela disputatesi a Napoli nel 1960.

Impegnato fin negli anni appena trascorsi quando ha retto a Napoli la Presidenza del “Comitato Organizzatore Grande Vela”.

Pippo era figlio di Aurelio, cronometrista ufficiale sportivo da cui aveva ereditato la passione per lo sport.

FONTE: ilRoma.it