Stampa sportiva, approvata mozione al Congresso Fnsi

Il XXVII Congresso Nazionale della Stampa, in corso a Chianciano, ha approvato questo pomeriggio la mozione sulla stampa sportiva. Il documento, presentato ieri da 35 delegati di varie componenti presenti al Congresso, ha avuto come primo firmatario il Segretario Generale di Unione Stampa Sportiva Italiana, Andrea Santoni, ed è stato preparato in piena sintonia con alcuni colleghi dell’Ussi che stanno partecipando ai lavori del Congresso della Fnsi.Tra questi: Mimma Caligaris (Consigliere Nazionale Ussi), Margherita Agata (Consigliere Nazionale Ussi), Umberto Avallone, Paolo Ciampi (Presidente Assostampa Toscana), Pier Paolo Cioni, Luca Frati, Eugenio Marino, Nino Randazzo, Guido D’Ubaldo, Paolo Durante.  Questo il testo della mozione.

Alle generali condizioni di gravi difficoltà condivise con l’intero universo dell’informazione, il settore del giornalismo sportivo sta vivendo da tempo alcune emergenze specifiche, che debbono trovare considerazione appropriata in questo Congresso della Fnsi. In particolare deve essere finalmente reso operativo l’impegno preso tra le risoluzioni nel Congresso di Bergamo, 4 anni fa (su proposta del gruppo di specializzazione Ussi-Unione Stampa Sportiva Italiana), ovvero l’assunzione da parte della Federazione Nazionale della Stampa di iniziative concrete di monitoraggio e controllo del sistema dei “service”, controparte editoriale di migliaia di colleghi, precarizzati, iniquamente compensati e privi di qualsiasi contributo previdenziale (senza contare l’incerta qualità del prodotto giornalistico, così pesantemente condizionato da estreme economie di mercato).

Per operare in questo senso si chiede la creazione di una Commissione che fotografi le reali dimensioni del settore, lo monitori, sollecitando controlli appropriati da parte degli istituti preposti su questa forma editoriale sempre più diffusa, non solo nel settore sportivo, troppo spesso opaca, poco e niente garantita per le colleghe e i colleghi, non necessariamente giovani.

Sul piano dell’agibilità alla professione, nel settore sportivo (che anche in questo caso fa da apripista a nuove “svolte” editoriali) sta avanzando velocemente una linea di gestione della comunicazione delle società sportive (a ogni livello, in ogni disciplina) che punta a privatizzare gli eventi. Si assiste sempre più spesso ad avvenimenti “chiusi”, venduti in esclusiva, con gravi ripercussioni sulla libertà di esercitare il diritto di cronaca. Una tendenza che colpisce in particolare il lavoro dei fotocinereporters.

In questo senso serve l’impegno concreto della Fnsi, a fianco dell’azione già in corso da parte dell’Ussi, per arrivare a un Accordo Generale sul giornalismo sportivo (che coinvolga anche il Coni) da sottoscrivere con le maggiori leghe dello sport italiano, non limitato alle gare dei vari campionati ma all’intera attività dei club.