Omaggio ai calciatori caduti nella Grande Guerra

azzurriSenza memoria non c’è futuro. Questo il messaggio lanciato da Figc e Coni per celebrare i calciatori caduti nella Prima Guerra Mondiale. Correva l’anno 1915, 31 gennaio. La Nazionale italiana (nella foto) giocò a Torino contro la Svizzera vincendo per 3 a 1: sarebbe stata quella l’ultima partita prima della sospensione dell’attività agonistica internazionale dovuta all’entrata in Guerra del nostro Paese. Un conflitto che fece numerose vittime anche nel mondo dello sport: giovani e talentuosi calciatori come Caimi, Gaggiotti, Corelli, Fossati, Canfari, Ferraris e Cevenini, solo per citarne alcuni, non fecero mai ritorno dal Fronte. Per ricordare quei ragazzi – che indossando la maglia azzurra e quella dei rispettivi club, contribuirono a unificare il Paese e rafforzare l’identità nazionale – a distanza di 100 anni da quell’Italia-Svizzera, la Figc e il Coni hanno tenuto questo pomeriggio una cerimonia di commemorazione allo Stadio Olimpico di Roma. Al termine della conferenza stampa, Carlo Tavecchio e Giovanni Malagò, numeri 1 rispettivamente di Figc e Coni, accompagnati da Gianni Rivera, ex giocatore-simbolo della Nazionale, hanno svelato una stele – posata all’ingresso della Tribuna autorità – a ricordo dei calciatori che persero la loro vita nella Grande Guerra.