Ferrajolo: basta attacchi ai giornalisti

Il direttore generale della Juve, Beppe Marotta, dopo l’indecoroso assalto al pullman della Juve, ha subito trovato i mandanti: alcuni editorialisti che, secondo lui, avvelenano l’ambiente e screditano la Juve. Qualche giorno prima, il tecnico della Samp, Mihajlovic, smentendo indiscrezioni su un suo possibile futuro a Napoli, ha dichiarato che si tratta di voci messe in giro dai “soliti giornalai”. Ha così offeso i giornalai, che al contrario di Mihajlovic ogni mattina si alzano alle cinque per lavorare e guadagnare due soldi. Il Napoli, a sua volta, ha deciso di prolungare il silenzio stampa sino a fine campionato, senza alcuna motivazione, contravvenendo tra l’altro a obblighi precisi, che la Lega dovrebbe far rispettare almeno nel dopo partita.
A Cagliari la scorsa settimana un collega della Gazzetta dello Sport è stato affrontato in modo minaccioso da alcuni giocatori che gli hanno contestato il contenuto di alcuni articoli. Episodi simili sono sempre più numerosi, ad ogni livello. Ne ricordiamo uno per tutti, divenuto virale sul web: lo sfogo furioso e violento dell’allenatore dell’Ischia Isolaverde (Lega Pro) contro i cronisti locali.
Non è una novità: prendersela con i giornalisti è un vecchio e patetico esercizio. Non lo diciamo per difesa corporativa: nessuno di noi può vantare il diritto a non ricevere critiche. Nessuno deve mai dimenticare però che, in un mondo in cui spesso chi getta il sasso nasconde la mano, comunque ogni giornalista ci mette sempre la faccia e la firma e, se sbaglia, ne risponde penalmente e disciplinarmente. Forse è il caso che in questo finale di stagione gli attori del calcio – presidenti, dirigenti, allenatori, calciatori – si diano una calmata e si assumano le proprie responsabilità, senza nascondersi dietro gli immancabili mandanti-colpevoli, i giornalisti.
Luigi Ferrajolo
Presidente nazionale Ussi