Scouting, la nuova frontiera informatica del calcio

cover“Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore / non è mica da questi particolari / che si giudica un giocatore…”. Parole di Francesco De Gregori (“La leva calcistica della classe ‘68”) nel lontano 1980. Passando dalla poesia del cantautore alla quotidianità del calcio, si può affermare che è proprio così. Sono innumerevoli e variegate le caratteristiche che si studiano oggi per giudicare un calciatore. Ne hanno parlato Marco Zunino (al centro nella foto), uno dei maggiori esperti mondiali del settore, per dieci anni prima firma di calcio internazionale del Guerin Sportivo ed attualmente docente di scouting al Centro Tecnico di Coverciano, nonché responsabile dello scouting nella società del Napoli, e Luigi Caffarelli (a destra), ex calciatore del Napoli campione d’Italia con Maradona ed ora responsabile dello scouting nel settore giovanile del Napoli.
L’occasione è stato il corso di aggiornamento organizzato dall’Ussi Toscana al Centro tecnico Figc di Coverciano e moderato dal presidente Franco Morabito (a sinistra nella foto) sul tema: “Lo scouting, ovvero un modello metodologico per la ricerca sul calciatore su piattaforma informatica”, cui hanno partecipato un’ottantina di giornalisti sportivi e che ha rilasciato 4 crediti formativi (nella foto i partecipanti al corso nell’aula magna di Coverciano). pla
Si è così scoperto che, considerando tutto il mondo, i moduli di gioco adottati nel calcio sono 24, mentre i ruoli di posizione dei calciatori in campo addirittura 34. Nel database di Zunino, un precursore in questo campo, ogni stagione entrano i dati relativi a circa 90mila giocatori. Per ognuno di questi c’è un report tecnico che parte da peso e altezza e continua con la posizione in campo, le caratteristiche morfologiche, le attitudini. Ci sono 7 tipi di difensori, 9 di centrocampisti, 10 di trequartisti, 7 di attaccanti. Ognuno di questi “giocatori virtuali” è adatto ad un determinato schema di gioco. Ecco quindi che l’opera di scouting ha lo scopo di creare per ogni giocatore esaminato un profilo che ne determina il ruolo generico, il ruolo di posizione, l’attitudine, la sottoattitudine, la tipologia tattica.
Così si va ben oltre la vecchia figura dell’osservatore che si limita a due righe di appunto dopo aver visto una partita. E che va distinto dall’”osservatore tattico”, inviato a studiare gli avversari e a riferire all’allenatore. Lo scouting deve individuare il giocatore giusto, al posto giusto, nel momento giusto. Un “filtro” che può partire da 1.500 nomi per arrivare a restringere la rosa degli interessanti a cinque.
In Italia, per ora, solo le società più importanti hanno un settore di scouting organizzato e sviluppato in modo scientifico. Un ritardo notevole nei confronti degli altri Paesi calcisticamenti evoluti e ancora lontano anni luce da ciò che avviene da decenni in altri sport come, per esempio, il basket o il baseball negli Stati Uniti.
Francesco Matteini, vice presidente Ussi Toscana