L’Italia verso il Brasile, convegno a Milano

tacchiniQuante probabilità può avere l’Italia di vincere i Mondiali in Brasile? Il 20-25 per cento, considerando il suo palmares mondiale, l’organico, gli avversari, le condizioni ambientali. La “quotazione” azzurra è stata pronunciata, in modo pressoché unanime, dai partecipanti al convegno “La Nazionale di Calcio e i Mondiali: fra passato e futuro è sempre Brasile”,  svoltosi a Milano per iniziativa del GLGS-USSI Lombardia a Palazzo Cusani, sede del Comando Militare Esercito Lombardia e del Circolo Ufficiali.
Il Mondiale alle porte è occasione per ripensare alle tante sfide Italia-Brasile che hanno fatto la storia dei Mondiali di Calcio: di ricordi e di antiche emozioni, ma appunto anche di prospettive e speranze hanno parlato al convegno, condotto dal giornalista Filippo Grassia, il Presidente della FIGC, Giancarlo Abete, il presidente dell’USSI Luigi Ferrajolo e due protagonisti della storica vittoria dell’Italia sul Brasile che aprì la strada alla conquista del Mondiale di Spagna ’82: Giancarlo Antognoni e Fulvio Collovati. Sono intervenuti al dibattito anche il presidente della Lega Pro, Mario Macalli, e il giornalista David Messina.
Gabriele Tacchini (nella foto con il presidente della Figc Giancarlo Abete), presidente del GLGS-USSI Lombardia che ha organizzato il convegno in collaborazione col Premio Gentleman e con il supporto del marchio Roncato, ha espresso il ringraziamento del Gruppo Lombardo Giornalisti Sportivi a tutti gli intervenuti, tra i quali l’assessore allo sport della Provincia di Milano, Cristina Stancari, e al Generale Antonio Pennino, Comandante Militare Esercito Lombardia. Nel suo saluto in veste di “padrone di casa”, il Gen. Pennino ha ricordato che proprio ieri alla festa per il 153/mo anniversario dell’Esercito Italiano è stato presentato di film di Mimmo Calopresti su Socrates, il grande capitano del Brasile ’82, mentre l’assessore Stancari ha annunciato l’iniziativa “Brasile Village” (punto di incontro fra sport e cultura) all’Idroscalo di Milano in occasione dei Mondiali.
Tra le molte considerazioni e dichiarazioni fatte durante il convegno e a margine, Giancarlo Abete ha confermato che Cesare Prandelli firmerà il rinnovo del contratto con la Federcalcio nei prossimi giorni, prima della partenza per il Brasile. Prospettive azzurre ai Mondiali: “Dal punto di vista tecnico e sul piano della preparazione abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare. Sappiamo di avere un girone difficile, ma forse sarebbe stato peggio se fosse stato facile visto come è finita in Sudafrica. Dobbiamo fare gruppo, utilizzare il noi e non l’io per essere vincenti”, ha detto il presidente federale, sottolineando che la Nazionale ha dei giocatori-cardine come Buffon, Pirlo e De Rossi, una grande potenzialità con Balotelli, ma non un superplayer come Cristiano Ronaldo: quindi “è la forza del gruppo che conta”.
Altri temi toccati da Abete: le società devono avere rapporti con i tifosi, ma ogni rapporto con le componenti violente del tifo “è inaccettabile”. “Il calcio non sarà mai un’industria: il suo è in primo luogo un valore sportivo e un valore sociale; il valore economico è un mezzo per raggiungere quei primi obiettivi”. E ancora: il recupero di competitività del calcio italiano in campo internazionale “non può prescindere dal ritorno ad alti livelli di Inter e Milan”, pur tenendo conto di quanto stanno facendo Juve, Roma, Napoli e Fiorentina. Discorso, questo, che è partito dalla necessità assoluta di valorizzare i vivai nazionali, sottolineata da tutti i presenti e in particolare da Mario Macalli.
In tema di “amarcord” delle sfide Italia-Brasile, ricche testimonianze sono venute da David Messina (su Messico ’70), Collovati e Antognoni (Spagna ’82) e Luigi Ferrajolo (Usa ’94). Su un megaschermo scorrevano le immagini di quelle sfide e dei loro goleador: Pelè e Bonisegna, Falcao e Pablito Rossi, e il grandissimo Baggio che Ferrajolo ha ricordato come l’artefice della conquista del posto in finale per l’Italia di Sacchi a Usa ’94; una deludentissima finale Italia-Brasile, persa ai rigori dagli azzurri stremati dal clima umido americano.
Proprio la capacità di adattamento al clima del nordest brasiliano sarà elemento decisivo per la prestazione della Nazionale di Prandelli. Lo pensano tutti gli intervenuti, concordi anche nell’elencare le 4 squadre più quotate per il podio: Brasile, Argentina, Spagna e Germania. Possibili outsider? Colombia, Cile e Italia per Collovati; Colombia e Italia per Antognoni. Per Ferrajolo, tra le 4 favorite la Spagna appare come la meno forte, con grandi giocatori in declino: il suo posto potrebbe essere preso da Colombia, Belgio o Italia. In chiusura della manifestazione Gabriele Tacchini ha consegnato a Giancarlo Abete una tessera di socio ad honorem del Gruppo Lombardo Giornalisti Sportivi.