Largo ai giovani dopo la pandemia

di Gianfranco Coppola – Presidente USSI

Se c’è una componente del mondo del calcio che ha davvero un compito gravoso, fondamentale in Goni società civile che si rispetti, alla luce di una ripartenza problematica è il Settore Giovanile e Scolastico della FIGC che dal 1947 promuove, organizza, disciplina e sviluppa l’attività sportiva e formativa dei giovani calciatori e delle giovani calciatrici di tutto il territorio nazionale. Noi raccontiamo lo sport riuniti in Ussi da 75 anni, e la consegna del gagliardetto celebrativo non è stato solo un atto formale ma tutti i giornalisti sportivi amano il calcio giovanile. Pur con le sue difficoltà, anime nere, pericoli di illusioni e maneggioni d’assalto, ma comunque regolato da quello che non è solo un marchio ma invece una garanzia.

La pandemia ha lasciato ferite gravissime nei giovanissimi, c’è una generazione – racchiusa tra il 2003 e il 2005 – che arranca alla ricerca del tempo perduto. Con la pazienza e la qualità dei maestri ma soprattuto con l’impegno di chi deve investire risorse e garantire le migliori condizioni di ripartenza ce la si può fare. Anche se un periodo lunghissimo di allenamenti formativi sul piano umano prima che tecnico se n’è andato. Ne abbiamo parlato con il Presidente del Settore giovanile e Scolastico, Vito Tisci, profondo conoscitore delle istanze del territorio essendo anche a capo del Comitato Regionale Figc della Puglia.

“Il SGS è un organo di sviluppo e di servizio che coinvolge oltre 700mila atleti Under 17 appartenenti alle Società del Settore dell’intero Paese che nel suo complesso, tenendo presenti tutti i praticanti di attività giovanile, supera le 830mila unità. In questo panorama, che investe tutto il tessuto sociale e include anche le attività che non hanno una specifica età di riferimento e sono definite Grassroots, il Settore Giovanile e Scolastico impegna ogni stagione sportiva oltre 1.000 tecnici e dirigenti qualificati a livello nazionale e territoriale. Pensiamo per esempio agli studenti di interesse nazionali per i quali grazie all’accordo col Miur è obbligo varare un piano di studi dedicato particolareggiato.

Il ruolo del SGS, si riflette infatti in numerosi ambiti di sviluppo: dai Campionati Nazionali Giovanili, riservati alle categorie Under 17, Under 16 e Under 15 delle società professionistiche, che ogni anno impegnano circa 5.000 atleti, generando 3.496 gare; all’attività di base, che si articola nella fascia d’età 5-13 anni in tutto il territorio grazie al lavoro tecnico e formativo svolto dalle Scuole Calcio e dalle Scuole Calcio Elite, con centinaia di manifestazioni in grado di coinvolgere migliaia di giovani tesserati. Contestualmente prosegue lo sviluppo dei progetti di carattere scolastico, promossi all’interno degli istituti di ogni Regione in collaborazione con il MIUR: un’attività che ogni anno riguarda complessivamente oltre 100.000 studenti e 4.000 insegnati di altrettanti istituti scolastici di tutto il Paese.

Nel suo ruolo di organo di sviluppo e servizio capillare in tutto il territorio, il Settore Giovanile e Scolastico è composto da una struttura centrale nazionale e dai suoi Coordinamenti regionali a cui è demandato il compito di promuovere, organizzare e valorizzare le attività SGS nei rispettivi territori.

Particolare attenzione riveste l’attività femminile e tra un poco anche al Beach Soccer attività un tempo ritenuta solo ludica e ora argomento di sviluppo molto interessante.

In sede in via Po a Roma c’è solerzia in un clima che somiglia ad un laboratorio per orologi. Il segretario Vito di Gioia, motore della macchina, sottolinea aspetti importanti.

Per esempio, Il Settore Giovanile e Scolastico, ha inoltre avviato un importante Programma di Sviluppo Territoriale con la finalità di monitorare a livello nazionale lo sviluppo dei giovani calciatori e delle giovani calciatrici intervenendo nel percorso di formazione tecnico-sportiva e mantenendo un costante coordinamento con le Società di appartenenza.  Parte fondamentale del programma i 50 centri federali costituiti in tutte le Regioni italiane, con l’obiettivo di formare da un punto di vista tecnico ed educativo circa 5.000 giovani calciatori, di cui 3.750 ragazzi U14 e U13 e 1.250 ragazze U15, appartenenti a 1.500 società del territorio, che settimanalmente, nel corso dell’anno, sono impegnati in 1.600 sedute di allenamento, pari a 5.000 ore complessive a cui sono da aggiungere le sessioni tecniche sviluppate presso le Scuole Calcio partecipanti.  Parte integrante del programma la formazione settimanale rivolta alle categorie di base con circa 80.000 bambini complessivamente coinvolti e oltre 10.000 ore di attività. Il metodo è inoltre integrato con un’intensa attività formativa stagionale rivolta soprattutto agli adulti, Tecnici, Dirigenti e Genitori con 200 incontri, 150 workshop e 2 laboratori per ogni singolo Centro Federale Territoriale funzionale agli aspetti tecnici, educativi, psicologici e di tutela della salute.

Notevole, da parte del Settore Giovanile e Scolastico, l’impegno nell’ambito della Responsabilità Sociale, con il Progetto Rete!, sviluppato grazie al supporto del Ministero dell’Interno e dell’ANCI che si rivolge ai minori stranieri non accompagnati ospiti nei Progetti Sprar di tutto il Paese e il progetto Calcio Integrato, dedicato a bambini diversamente abili, programmi attraverso i quali veicolare i processi di inclusione e integrazione. Il presidente Tisci e il suo team hanno tanto lavoro da fare ma sapere di essere la culla di speranze e regole alimenta la voglia di ripartire con determinazione ed idee chiare.