Il vicepresidente Ussi Gianfranco Coppola ricorda l’amico Gianfranco De Laurentiis

di Gianfranco Coppola vice presidente Ussi

Sarebbe stato modello ed esempio anche in tempi di concorrenza sfrenata, di accesso a piattaforme di ogni tipo, di news grondanti come piogge di schegge di meteoriti nei film di fantascienza. A voler essere tignosi, si potrebbe dire che Gianfranco de Laurentiis è stato inarrivabile anche perché agiva in epoca di monopolio. Ma sarebbe un errore gravissimo. Anche oggi sarebbe stato numero 10, un fuoriclasse. 

La conoscenza con l’illustre omonimo era favorita da occasioni di incontro o di programmazione eventi/servizi in Rai ma soprattutto rafforzata in un momento per lui di grande passione sportiva, a tanti sconosciuto: è stato tra i “padrini” del Marmeeting di Furore, costiera amalfitana, che ha nella prova di tuffi dalle grandi altezze il suo momento clou. Solida l’amicizia col promoter Oreste Varese, che Gianfranco aveva imparato ad apprezzare quando da preparatore atletico accompagnava l’avvocato Michele Pinto nelle sue maratone di nuoto (sport amatissimo da Gianfranco) per testimoniare col linguaggio dello sport la forza del messaggio di pace. E Gianfranco per il tg2 aveva raccontato quelle manifestazioni ricche di significato e carica umana.

 Tra sigarette e digestivo locale (finocchietto più che limoncello ma nel finale sempre una buona grappa per una “sana” sfumacchiata ) raccontava ma soprattutto ascoltava. 

 Ciascuno aveva voglia di confidare al volto noto così familiare ma così alla mano qualcosa di personale. C’era il tuffatore che aveva sfidato le bombe saltando dal ponte di Mostar, o la contrifugra di Kevin Costner che gli parlava di cinema e divi con le loro paturnie.

 Anche in quelle circostanze lontane dal suo mondo, Gianfranco regalava le qualità che ne hanno segnato una carriera tra la gente pur essendo prevalentemente uomo di studio più che di stadio: la sensibilità nel capire cosa la gente si aspetta sentire. Ha cominciato con la carta stampata, Corriere della Sera, ma la Rai portò a casa il talento in fretta perché nella redazione sportiva si parlava di un giovane che sapeva tutto di ogni sport. La competenza era il suo particolare rivelatore, la narrazione fluida e ritmata il suo punto di forza. Ha inventato trasmissioni, gestendo partner di sesso e estrazioni diverse, da Platini alla Clerici, passando per tanti altri, e stabilendo con Giorgio Martino una coppia affiatata: i gemelli di Eurogol. Ogni giovedì, le reti delle coppe europee e dei campionati. Un’intuziione meno legata a oggi, prigionieri e vittime come siamo di diritti platino, gold, bronzo e cartone.  

 Non solo calcio, in Dribbling una serie di perle in agilità: sembrava avesse alle spalle anni di militanza in ogni disciplina sportiva, Pole Position legata alla Formula 1 era un campionario di dettagli e curiosità. 

“La sai una cosa incredibile? Bene o male davvero conosco qualcosa o parecchio di tutti gli sport, nel fare studio alle Olimpiadi o mondiali di discipline per problemi tecnici ho dovuto coprire ampi buchi di telecronaca. Eppure, da uomo di studio e di cucina non sono mai stato inviato ad una Olimpiade”, mi racconto strizzando un po’ più del solito l’attacco della sigaretta. Destino voleva che diventasse direttore della Testata Giornalistica Sportiva, la Tgr, che sarebbe la Rai Sport di adesso. Ma l’esperienza durò poco non per demerito ma per l’inevitabile pedaggio da pagare all’età. Smilzo ed elegante, fisico atletico, solo la calvizie lasciava pensare ad un signore da età della pensione ma la verità è che davvero Gianfranco de Laurentiis ha lasciato un vuoto incolmabile nel racconto di storie di sport. La conferma nel momento in cui si è saputo del suo trapasso: sconcerto, dolore ma soprattutto il ravvivarsi dell’ammirazione per un signore della Tv di casa in tutte le case, stimatissimo dai colleghi e anche questa è merce rara. Se ne va un pezzo di vita ma non di un’altra tv ma né di un altro giornalismo.  Un altro Gianfranco de Laurentiis anche oggi spalmandosi tra i canali di nicchia e di riferimento, dedicati o monotematici non sarebbe stato possibile trovarlo.