Valentino Rossi “scaricato” dalla Yamaha ufficiale verso un team “satellite” di Alberto Bortolotti

 Alberto Bortolotti consigliere nazionale USSI
La cosa curiosa relativa al possibile – quasi certo, ma non certissimo – passaggio di Valentino Rossi nel 2021 a un team satellite di Yamaha, ovvero Petronas, è che tutti gli articoli usciti in Italia sono a forte impronta “valentiniana”. Ovvero, in sintesi: quale ingratitudine ha mostrato Yamaha verso la stella “all times” delle due ruote motorizzate.
Intendiamoci, è un punto di vista rispettabile. Giovanni Zamagni, firma e opinionista tv, scrive “anche che Valentino non fosse più il numero uno della Yamaha sembrava qualcosa di impossibile. Ma è accaduto”. Giorgio Terruzzi, figura anche più imponente, ieratica e autorevole, puntualizza: “Rossi è reduce da un campionato deludente. Vero. Ma è il primo dopo quattro titoli vinti con Yamaha, dopo quattro secondi e tre terzi posti (l’ultimo nel 2018) in 14 anni di Gran Premi con la Casa giapponese. Insomma, era proprio possibile chiuderla meglio, pur considerando le pianificazioni eccetera eccetera. Quartararo era da mettere sotto contratto, certo. Viñales? Mah: veloce a giorni alterni. Vedremo. Ma qui ora abbiamo una famiglia rotta costretta a convivere. Abbiamo la fine di una lunga avventura. Un lungo addio dentro il quale Valentino ha comunque un obiettivo obbligato: provare a vincere, tornare a vincere. Per se stesso, a questo punto. E per chi crede ancora in lui, si aspetta ancora da lui un’ultima magia”. In realtà il più diretto e interessante è Uccio Salucci, l’amico del cuore, il gestore del team VR46, che fornisce chiavi tecniche, economiche e umane: ” Vi assicuro che ne abbiamo parlato tanto assieme a Yamaha e siamo abbastanza sereni. Il risentimento è normale. Ma è un rancore affettivo. Petronas ci ha fatto una bella offerta. È un team che l’anno scorso ha dimostrato di essere competitivo e per il 2021 ci hanno già assicurato il supporto di Yamaha interno. Abbiamo detto: perché no?”. E alla fine, come sempre accade, i rossiani sono molto più avvinghiati al passato di Rossi stesso, e così capita in tutti gli sport: chi vive con il santino del campione sul comodino fatica a distinguere le ragioni dai torti, il presente dal passato, e soprattutto non ricorda che il ventenne ha sempre espulso il quarantenne, da che mondo è mondo. Che non capitasse con Rossi…che ragione ci può essere? In tutte le epoche i responsabili dei team tendono a promuovere il giovane e pensionare …il pensionando. Francamente fatico a vederci la notizia, anzi la soluzione prospettata da Iwata – moto ufficialissima in squadra semi-ufficiale – è rispettosa e pure ingegnosa. Quali sono, del resto, le alternative?
Detto che tutto rimandato a dopo il Mugello, “o almeno le prime sei gare”, come ha riferito Salucci, la “bomba” la fanno scoppiare in contemporanea Carlo Pernat e il giornalista pesarese Maurizio Bruscolini. Si tratta della possibilità che Rossi torni là dove ha cominciato, cioè in Aprilia. “Ho sentito che ci sono state delle chiacchiere tra l’Aprilia e Valentino. Qualcuno della squadra, nella persona di Massimo Rivola (l’Ad di Aprilia Racing), ha parlato con Valentino per il futuro”, sostiene il manager ligure. “La Yamaha ha dato due cazzotti, uno alla Ducati e uno a Valentino. Tra Ducati e Vinales sembrava quasi fatta, ma era in ballo anche la trattativa con Quartararo. La Yamaha si è stancata e ha mostrato i muscoli. Non voleva aspettare che Valentino decidesse perché sarebbe rimasta spiazzata. Se fossi stato nei panni della Yamaha avrei fatto lo stesso. Si è comportata da vera casa motociclistica e ha mostrato i muscoli. Ha voluto anticipare i tempi e si è liberata della “schiavitù” di Valentino, garantendogli un futuro per quello che poteva, cioè una moto ufficiale”. Detto che i contatti con Aprilia risalgono, dicono i bene informati, a febbraio 2019, questa è in realtà una (certamente la più importante, dato il nome del protagonista) delle partite aperte per l’inevitabile cambio generazionale della MotoGp. Marc Marquez, per esempio, ha tre anni in Honda e ha già preso accanto a sé il fratello Alex. Il domani è aperto. Intanto a Sepang, Malesia, partono domani i test con tutti i big in pista.