Stampa e calcio: in attesa di un ampliamento dei numeri, seguiti i criteri USSI per gli accrediti delle prime due partite di coppa Italia

Roma 16 giugno 2020 – In vista della finale di coppa Italia e della ripresa del campionato va ricordato che, per la stampa, non è ancora variata la regola che vuole l’accredito solo per 10 giornalisti e 10 fotografi. Gli organi calcistici hanno promesso un intervento, presso i ministri competenti, per allargare il numero e siamo in attesa che mantengano la promessa. Lo auspichiamo per la finale di coppa Italia e, a maggior ragione, per il campionato. La stampa ha diritto a lavorare esattamente come gli altri settori dello sport.

Il primo impatto con le semifinali di coppa Italia ha segnato la volontà di Lega calcio e club nel cercare di seguire i criteri concordati con Ussi. Si parla di criteri, non di protocollo. E pare siano state trovate soluzioni soddisfacenti. E’ evidente che, con numeri così ristretti, la precedenza d’accredito va data a giornalisti e fotografi attivi.

Per chiarire: Ussi e Lega calcio si sono trovati d’accordo nell’affidarsi al buon senso legato a qualche principio del nostro mestiere, vista la difficoltà delle scelte. Con un distinguo: in campionato gli uffici stampa dei club si occupano degli accrediti stampa, la Lega mette mano a quelli per i fotografi. Ussi e Ordine dei giornalisti sono chiamati a collaborare. 

Invece per la finale di coppa Italia tutto è sotto l’egida della Lega calcio. Ecco dunque le linee guida: per la stampa scritta va assegnato un posto a testa ai tre giornali sportivi e all’Ansa, i pochi altri divisi tra testate a grande tiratura nazionale, testate locali, siti, radio. I fotografi disposti sul terreno di gioco saranno sempre dieci.

Per permettere a tutti di poter lavorare nonostante le restrizioni, è stato chiesto di mettere a disposizione dei fotografi richiedenti accredito, ma senza pass d’ingresso, una cartella condivisa dove depositare foto a loro disposizione. Infine è stata suggerita una rotazione, e un criterio di scelta in ogni partita, che permettesse di lavorare a due freelance della regione o della città ospitante ed uno della regione o città del club ospite. Tutto gestibile anche con accordi di buon senso. Chi godrà degli accrediti casalinghi dovrà accettare una rotazione nelle successive gare.

Questi, a grandi linee, i termini dello scambio di opinioni e suggerimenti con la Lega calcio. Certamente noi tutti speriamo che, quanto prima, il governo comprenda l’importanza e la necessità di ampliare i posti destinati alla stampa. Sarebbe grave se non accadesse.