Quel Pianeta Lontano chiamato calcio: fra impegni e Covid 19. Dal blog di Gianfranco Coppola, vice presidente USSI

dal blog di Gianfranco Coppola, vice presidente Ussi
Il Pianeta Lontano osserva, e fa “normalità” denunciando i casi di Coronavirus che coinvolgono beniamini ritenuti invincibili. Madrid piange Sanz, mitico presidente del real Madrid, Dybala avrà scontato l’abbraccio a Rugani, la Samp ha molti col Covid 19. Tutto noto. Ma è il ritorno sulla Terra che è oggetto di piani di studio. Dopo i troppi errori del passato, quando per non ledere interessi economici in testa e di passione poi e si decise di giocare mentre l’onda montava, adesso ci vuole rigore. Nel senso di rispetto delle regole. La Uefa, che per ultimo ha chiuso lo show andando oltre il limite del buonsenso comunque, ha spostato Euro 2020 all’anno prossimo; Ceferin, uno tosto, ha senz’altro ceduto alle pressioni delle federazioni per dire okay finite i vostri campionati se si può. In testa la sempre potente federazione spagnola, poi quella britannica e anche la Figc pesantemente coinvolta in Euro 2020 è stata ascoltata con attenzione. Niente Consiglio Federale oggi considerando i divieti rispetto a quanto fu deciso ma al Ministro dello Sport Spadafora – che ha pagato con bruciature sulla pelle la rapida conoscenza del mondo del pallone “business is business” – devono arrivare proposte, prima possibile. Il Coni è cassa d’ascolto tra tutte le Federazioni. Appuntamento on line il 26. La Lega Dilettanti si è mossa in anticipo facendo un’analisi economica considerando il salto di società ma ha puntato sulla mutualità e sul fondo diritti tv i cui fondi possano estere estesi anche all’attività dilettantistica oltre che giovanile. Poi sgravi per assicurazione obbligatoria. Balata (Lega serie B) ha chiesto di attingere al fondo rischi ma senza Euro 2020 – ha obiettato Gravina presidente Figc – non c’è “ciccia”. La Lega di C già nei guai per società in perenne difficoltà barcolla -ondeggia – balla – sfumetta tra una posizione e l’altra aspettando di capire dove andare per stare con le spalle più coperte.
Il vero problema è la Lega di serie A, con Del Pino insultato da Zhang (Inter) e già parecchi franchi tiratori pronti ad impallinarlo. Monarchie all’interno di una traballante Repubblica. Basti pensare che il Napoli prima dell’ultima (ultima della scorsa settimana) comunicazione di Conte e peraltro in una Regione, dove il piglio di De Luca sta facendo tanto ma non basta ad arginare assembramenti e malcostume, aveva ordinato la ripresa degli allenamenti a metà di questa settimana. Pianeta Lontano, assai.
Intanto c’è da decidere il nuovo format dei campionati nella speranza che davvero come da auspicio del Pianeta Lontano il ritorno tra i comuni mortali possa avvenire il 2 maggio, alla ripresa. Ovviamente a porte chiuse, più che mai se si considera che c’è il fondato sospetto che Atalanta-Valencia a San Siro sia stata la rampa di lancio per i batteri del Covid 19 in Lombardia.
Il funesto 2020 è anche anno Olimpico, gli atleti in preparazione tra meeting e tabelle fermi. Bach addirittura paventa la fine dei Giochi in caso di cancellazione. Il Giappone per ora non vuol sentir parlare di addio ai Giochi. E neppure di slittamento l’anno prossimo o nel 2022 meno fitto di impegni internazionali.
Ma legata all’Olimpiade c’è la catena dorata delle elezioni nei Comitati Olimpici e nelle rispettive federazioni. Ci sono statuti che parlano di rinnovo nel quadriennio olimpico e altri di fase successiva ai Giochi. Il quadriennio è questo ma se le Olimpiadi venissero rinviate dallo stesso Coni (dove Malagò non ha avversari) alle Federazioni significherebbe proroga certa degli attuali organigrammi. Anche perché ogni federazione ora in carica ha varato il Piano Tokyo e potrebbe sembrare illogico mettere sul fuoco pentole come le elezioni di federazioni e comitati.
Entreranno in campo giuristi di chiara fama e di chiara maniacalità nel voler stare per forza in vetrina. Ma Covid19 ha perlomeno riportato parecchi ad una reale dimensione della vita, chissà forse ci riuscirà perfino col Pianeta Lontano. Che a Dio piacendo e a nostro comportamento responsabile pure varerà nuovi format per assegnazione titoli, promozioni, retrocessioni ma solo dopo aver compreso che il tempo dei papaveri è finito. E pure quello delle papere.