Covid. Il sindacato dei giornalisti della Catalogna critica le decisioni della Liga

Il sindacato dei giornalisti della Catalogna si è mostrato in totale disaccordo con il protocollo di accesso dei media al rientro della competizione approvata dalla Liga. Una decisione che, come precisato in un comunicato, “presuppone un attacco al diritto di informazione”. Il protocollo limita a quattro televisioni senza diritti, otto fotografi, cinque radio e sei redattori di stampa scritta, la presenza di mezzi di comunicazione per questo finale di stagione. E oltre alla contrarietà per la limitazione dei media negli stadi, il sindacato ha anche criticato, nel caso delle radio, “che si contempli la possibilità di entrare solo ad una emittente di ambito regionale o locale, oltre alle tre reti statali, e alla Radio Nacional de Espana”. “Il sindacato sostiene che queste limitazioni siano un attacco al diritto di informazione e che non si adattino alle necessità dei media, specialmente in Catalogna, con una ampia copertura delle partite di Barcellona, Espanol e Girona”. Allo stesso tempo, l’organizzazione ha sostenuto il fatto che tutti i media di comunicazione, che seguono abitualmente l’attualità delle squadre, dovrebbero accedere alle installazioni sportive durante lo svolgimento delle partite a porte chiuse.

Il comunicato ha insistito sul fatto che “l’ampiezza degli spazi che ci sono in un campo di football e il miglioramento della situazione della pandemia” sono fattori che permettono che “sia facilmente applicabile l’accesso di redattori, fotografi e tecnici audio video”. In sindacato si augura che la Liga rettifichi la decisione.
Qui di seguito il link spagnolo

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