Tutto il Calcio minuto per minuto, 60 anni portati benissimo. Festeggiato il compleanno a Roma

 

di Nando Aruffo

ROMA – “Tutto il calcio minuto per minuto” va in onda per la prima volta il 10 gennaio 1960, giusto e festeggiare i suoi 60 anni: la redazione sportiva di Radio Rai è riuscita a confezionare e mandare in onda una trasmissione molto bella.

Nella Sala B della storica sede di Radio Rai in Via Asiago si sono alternati frammenti di radiocronache storiche, ricordi e aneddoti dei radiocronisti, di personaggi del calcio attuale, di due campioni (Sergio Brio e Marco Tardelli) diventati oggi apprezzati commentatori, momenti di musica di qualità.

Hanno felicemente condotto la serata Paolo Corsini, conduttore attuale di “Tutto il calcio”, Savino Zaba (“Zona Cesarini” con Maurizio Ruggeri) e Ludovica Mantovani, presidentessa del Consiglio Direttivo della Divisione Calcio Femminile.

Come se fossimo nello studio centrale, parola adesso ai ricordi dei protagonisti. Una frase per ciascuno, avanti con rapidità.

Riccardo Cucchi: “Io nativo radiofonico, sognavo questo mestiere”.
Giovanni Scaramuzzino: “Oggi il radiocronista non è una guida ma è l’accompagnatore. La forza di tutto è l’interruzione senza sovrapposizione, perché chi è interrotto tace”.

Massimo De Luca: “Quando entrai per la prima nello studio di Milano mi sembrava il Nautilus: ho fatto fatica a convincere i tecnici di Milano d’introdurre un paio di monitor”.
Ezio Luzzi: “Erano altri tempi, eravamo una famiglia: Vicini mi diede la formazione dell’Italia prima di una partita dei Mondiali 90 durante un allenamento”.

Bruno Gentili: “Ho iniziato con Ameri e Ciotti. Ameri ansioso, Ciotti l’opposto: era partita ad aspettare lui”.

Francesco Repice: “Sto vivendo un sogno: lasciatemi sognare”.
Visti con gli occhi lucidi e la voce commossa tanti dei protagonisti di questi 60 anni guidati da Emanuele Giacoia, 92 anni portati benissimo.

Visti e apprezzati due campioni del passato, Marco Tardelli e Sergio Brio. Tardelli ha soltanto parole di gratitudine: “Ringrazio Cucchi che mi ha tolto dalla televisione e Ombretta Conti, perché è una regista fantastica”. Brio racconta: “A Lecce non avevamo la Serie A; la mia Serie A era la radio. Poi sono arrivato in A e alla Juve avevamo Bodini, il secondo portiere, andava in panchina con la radio. Ma Trapattoni gli diceva di non dirci niente: i risultati li voleva soltanto lui”.

Sentite frasi non banali da molti ospiti, tra i quali Giuseppe Marotta (che ha portato una maglia dell’Inter con scritta per i 60 anni) e Antonio Matarrese.

Gabriele Gravina, presidente della Federcalcio: “Emozionante essere sul campo a gioire per la promozione del mio Castel di Sangro in Serie B e sentire contemporaneamente la partita alla radio”.

Roberto Mancini, ct della Nazionale: “L’ascoltavo da bambino mentre andavo al campo per giocare con gli amici”.

Luigi De Siervo, ad della Lega Calcio Serie A: “La A non poteva raggiungere i successi di oggi senza questa generazione di fenomeni”.

Michele Uva, vice presidente UEFA: “La Radio è un unicum. Ho regalato a Ceferin il libro di Cucchi: leggi e capirai il calcio in Italia”.

Marcello Nicchi, presidente dell’Associazione Italiana Arbitri: “Quando sono arrivato in A chiedevo a mia moglie di ascoltarvi per sapere se si fosse parlato dell’arbitro. Sono 50 anni che vi seguo”.

Renzo Ulivieri, presidente dell’Associazione Italiana Allenatori: “In Tutto il calcio c’è la fantasia della vita. Fantasia e sogni”.

In conclusione: “Tutto il calcio minuto per minuto” avrà pure 60 anni ma non accusa il peso dell’età.