Calcio. L’Ussi non condivide il protocollo della Lega Serie A per i fotografi: pronta a dare battaglia

Roma 18 settembre 2020 – Il campionato di serie A riparte come si era concluso: tra le insidie e le ansie della pandemia, che impone stadi deserti e calcio senza tifosi. In questo contesto, già particolare e doloroso, l’USSI insieme con la FNSI in questi mesi si è battuta per tutelare, pur nel rispetto delle misure restrittive decise dal Governo, il diritto-dovere all’informazione per giornalisti, fotografi e cineoperatori. Non è stato facile contemperare le due esigenze e non sarà facile nemmeno adesso.

Per quanto riguarda la stampa scritta chiediamo ai club di attenersi e rispettare i numeri di accessi previsti dai protocolli. Dobbiamo inoltre segnalare il nostro totale dissenso con la Lega di serie A in merito alle nuove disposizioni che riguardano i fotografi, categoria che più di tutte ha sofferto per il lockdown e soffre tuttora per le limitazioni esistenti.

Abbiamo già segnalato agli uffici competenti della Lega di A, senza ricevere risposta, alcune clausole che danneggerebbero gravemente e senza motivo i nostri fotografi. E precisamente:

1) i fotografi iscritti all’USSI, come in passato, non devono presentare autocertificazione: questa è superflua, perché gli iscritti all’USSI, per essere tali hanno già dimostrato al nostro sindacato di svolgere l’attività di fotografo sportivo in modo esclusivo o prevalente e continuato.

2) Per chi richiede per la prima volta l’accredito alla Lega, si chiede di aver esercitato nei tre anni precedenti attività di fotografo sportivo. Bene, se sono professionisti iscritti all’Ordine, tale richiesta è assurda, in quanto si tratta di professionisti del settore già acclarati. Se non sono iscritti all’Ordine come professionisti, è del tutto eccessiva la pretesa di un praticato di 3 anni. L’Ordine chiede un praticantato di 18 mesi!

3) Si richiedono almeno 12 presenze allo stadio nel campionato precedente. Richiesta assurda: la Lega per prima ha ridotto drasticamente gli ingressi l’anno scorso per la pandemia. Sono pochissimi e a dir poco “fortunati” quelli che hanno collezionato 12 presenze.

4) Viene usato a sproposito il termine “professionisti”.

L’USSI, che se necessario sosterrà gli iscritti che vorranno agire per vie legali, richiede di intervenire, per modificare questi assurdi regolamenti e per garantire il lavoro di tutti i giornalisti, all’amministratore delegato della Lega serie A, Luigi De Siervo, e al presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Verna.

18/9/2020