Wierer e Windisch, W il biathlon

nella foto: la squadra italiana festeggia la Coppa del Mondo vinta da Dorothea Wierer (foto dal sito IBU).

di Chiara Aruffo

Due medaglie d’oro fatte in casa: pochi soldi, in trasferta con il cuoco al seguito e niente alberghi

Un’annata memorabile per il biathlon italiano si è conclusa si è conclusa domenica 24 marzo scorso nella scenica cornice di Holmenkollen (Oslo).

Il biathlon, disciplina di nicchia del circuito invernale, nasce dalla combinazione di sci di fondo e tiro a segno con la carabina con bersagli posti a 50 metri. I formati di gara sono molteplici e si differenziano per numero delle prove di tiro che possono essere sia in piedi che a terra, e per la distanza percorsa sugli sci. 

Il finale di stagione era iniziato molto bene ai Mondiali di Ostersund in Svezia: subito un bronzo nella staffetta mista, poi le medaglie d’argento di Lisa Vittozzi nella gara individuale e del duo Wierer-Hofer nella staffetta singola, infine i due splendidi ori di Dorothea Wierer e Dominik Windisch nella gara con partenza in linea (mass start).

La tappa conclusiva della IBU World Cup a Holmenkollen la settimana seguente ha poi definitivamente consacrato Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi tra le grandi del biathlon mondiale.

La Coppa del Mondo è arrivata per la prima volta in Italia nelle mani di Dorothea Wierer, vincitrice anche della Coppa di Specialità nell’Inseguimento. Sul secondo gradino del podio di Coppa del Mondo è salita Lisa Vittozzi che ha avuto, però, la soddisfazione di conquistare la Coppa di Specialità nell’Individuale. 

La rivalità casalinga è stata un fattore determinante per raggiungere questo straordinario successo, con le due atlete italiane che per tutto l’anno si sono sfidate sugli sci e al poligono. La vittoria nella classifica generale ha alla fine premiato la costanza di Dorothea Wierer, unica atleta ad essere andata a punti in tutte le gare, mentre Lisa ha pagato un po’ l’inesperienza nelle ultime gare quando la pressione si è fatta sentire sul grilletto. 

Non ci sono però soltanto i Fab Four del team Elite (Wierer-Vittozzi-Hofer-Windisch) e, come loro stessi hanno più volte sottolineato, i successi di quest’anno sono merito di tutta la squadra.

La staffetta femminile in particolare ha ben figurato grazie anche a Gontier, Sanfilippo e Runggaldier, senza dimenticare il ruolo degli allenatori e degli skiman al seguito della squadra.

Una piccola curiosità a questo proposito: la squadra azzurra è l’unica del circuito ad avere al seguito anche un cuoco. Infatti, a causa del budget ridotto, l’Italia non alloggia in hotel ma in appartamenti condivisi dove anche allenatori e atleti talvolta aiutano nella faccende domestiche.  

Nonostante dunque i pochi soldi a dispozione e il bassissimo numero di praticanti anche dovuto a ragioni geografiche, la squadra azzurra è riuscita a stare al passo di nazioni come Norvegia e Germania dove il biathlon è lo sport invernale per eccellenza.

Il prossimo anno i mondiali si terranno ad Anterselva (Bz), culla del biathlon italiano dove sono cresciuti Dorothea Wierer e Domink Windisch. Proprio lo Südtirol Arena Alto Adige accoglierà il 29 maggio l’arrivo di una della tappe del Giro d’Italia di ciclismo.

Tale evento sarà un’ottima occasione per far scoprire al grande pubblico i luoghi del biathlon e avvicinare sempre più gente a questa disciplina. Del resto, dopo una stagione esaltante come quella trascorsa e vista la giovane età di alcuni atleti di spicco come Lisa Vittozzi, il futuro del biathlon è un po’ più azzurro.