I Vincitori del Premio Giornalistico “Carlo Monti”. Fra i premiati anche il vicepresidente Ussi Riccardo Signori

Otto storie, racconti, punti di vista d’autore: otto giornalisti che parlando di atletica si fregeranno di un prezioso riconoscimento all’interno della seconda edizione del Premio giornalistico nazionale “Carlo Monti”, uno dei momenti focali della Festa dell’Atletica Lombarda in programma sabato 12 gennaio (ore 15:30) all’auditorium della BCC Milano di Carugate (MI).

La giuria ha individuato quattro vincitori nelle tre sezioni previste. Nella sezione “Carta stampata” verranno premiati Maddalena Bonaccorso (Panorama) per la più bella storia di vita e di sport e Riccardo Signori (IlGiornale) per il miglior editoriale. La sezione  “Audio/video” premierà Paolo Sparro (Quattro Colonne), che racconta un’emozionante storia di un atleta non vedente. Per la sezione Web il vincitore è infine Giorgio Cimbrico (www.sportolimpico.it) grazie a un articolo in cui racconta le vicende di atleti che dovettero fronteggiare il dramma della Grande Guerra.

Quattro le menzioni speciali, tutte relative a lavori di grande spessore, attribuite a Lucia Caretti (La Stampa) e Melania Tanteri per la sezione “Carta stampata”, a Dario Ricci (Radio 24) per la sezione “Audio/video” e a Ennio Buongiovanni (www.la-cross.org) per la sezione “Web”.

 

I VINCITORI DEL PREMIO GIORNALISTICO NAZIONALE “CARLO MONTI”- 2ª EDIZIONE

PREMIO CARLO MONTI (sezione carta stampata) a Maddalena Bonaccorso (Panorama) per lo splendido racconto della storia di vita di Leonardo Cenci, malato di cancro e partecipante alla Maratona di New York.

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PREMIO CARLO MONTI (sezione carta stampata) a Riccardo Signori (Il Giornale) per lo splendido editoriale “Neri e bianchi dell’Italia d’oro” di grande attualità e contenuti

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PREMIO CARLO MONTI – Menzione speciale (sezione carta stampata) a Lucia Caretti (La Stampa) per l’emozionante racconto su Jacopo Cuculo, “dal buio all’Università”.

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PREMIO CARLO MONTI – Menzione speciale (sezione carta stampata) a Melania Tanteri  per il bel articolo “Un piccolo Forrest Gump”, la storia di un giovane velocista del Sud e del percorso sportivo tra mille difficoltà.

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PREMIO CARLO MONTI (sezione audio/video) a Paolo Sparro (Quattro Colonne) per lo splendido filmato su “42.000 metri nel buio”

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PREMIO CARLO MONTI – Menzione speciale (sezione audio/video) a Dario Ricci (Radio 24) per l’emozionante racconto sui leggendari 200 metri olimpici di Città del Messico 1968 con le storie di Smith, Norman e Carlos.

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PREMIO CARLO MONTI (sezione Web) a Giorgio Cimbrico (www.sportolimpico.it) per “Dal podio olimpico al premio Nobel”: racconti di atleti che hanno vissuto l’esperienza della Grande Guerra.

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PREMIO CARLO MONTI – Menzione speciale (sezione web) a Ennio Buongiovanni (www.la-cross.org) per la bella storia su un grande uomo, Rocco Scotellaro, nella poesia, nella politica e nell’atletica.

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GIURIA – La Giuria del Premio è composta da Guido D’Ubaldo (Segretario Nazionale Ordine dei Giornalisti), Alessandro Galimberti (Presidente Ordine dei Giornalisti Lombardia), Gianni Mauri (Presidente Comitato Regionale FIDAL Lombardia), Fabio Monti (firma del Corriere della Sera e figlio di Carlo Monti), Franco Bragagna (giornalista Rai), Aurelio Biassoni (Giornalista Consiglio regionale Lombardia) e Luigi Crippa (capo ufficio stampa F.C. Internazionale).

CHI ERA CARLO MONTI – Monti inizia la propria avventura atletica al secondo anno di ginnasio al Liceo Classico Carducci di Milano con i Ludi Juveniles e dei Giovani Fascisti: un professore di educazione fisica lo porta al Giuriati, dove incontra personaggi del calibro di Caldana e Gonnelli, che di lì a poco sarebbero approdati all’argento olimpico nella 4×100 a Berlino 1936. Un altro componente del quartetto berlinese, Orazio Mariani, lo chiama “urfanel” con disprezzo: il 21 luglio 1940 Monti si prende la rivincita battendo Mariani sui 100 proprio all’Arena e la sua carriera prende slancio. Nel 1941 arriva la prima chiamata in Nazionale, agli Europei di Oslo 1946 la prima medaglia prestigiosa, il bronzo nei 100 metri con il tempo di 10.8: «Ci arrivammo dopo un viaggio tragico durato tre giorni…cose di quei tempi!» dichiarerà poi. L’apogeo del percorso atletico di Monti coincide con i Giochi della ricostruzione. Londra 1948, il CT era Giorgio Oberweger: «Eravamo pieni di entusiasmo – ricorderà poi Monti in una bella intervista al consigliere regionale FIDAL Lombardia Giuliana Cassani rilasciata poco prima della finale Oro dei Societari Assoluti -. A Milano ci caricarono in treno e poi in nave. Sbarcati in Inghilterra ci sono venuti a prendere con un bus e ci hanno portato al villaggio olimpico: un campo con tante casette che, durante la guerra, avevano ospitato i feriti. Ricordo che mentre noi brontolavamo per l’ambiente davvero spartano, Teseo Taddia, martellista, era riuscito come al solito ad accalappiare una ragazza bellissima!».  Nella finale della staffetta gli azzurri Carlo Monti, Michele Tito, Enrico Perucconi e Antonio Siddi saranno bronzo in 41″5 dietro ai due Paesi leader dello sprint, Stati Uniti e Gran Bretagna.

La chiusura della carriera atletica nel 1954 non coincide con l’uscita dal mondo dello sport: “Carletto”, laureato in chimica, già a 20 anni aveva iniziato a collaborare con alcune testate giornalistiche scrivendo di calcio e, al termine dell’attività agonistica, diventa giornalista del Corriere dello Sport e de La Notte e appassionato scrittore (decisamente apprezzato il suo libro Cento per Cento sui cento anni della 100km di marcia), trasmettendo la propria vocazione al figlio Fabio, conosciuta firma del Corriere della Sera. Dalle sue iniziative sono nati tanti apprezzati annuari della SNIA, storico club milanese capace di incette di scudetti ai Campionati di Società