Nuoto: Mondiale da ricordare per la squadra azzurra, tra conferme, volti nuovi e qualche delusione di Chiara Aruffo

Si sono conclusi i Mondiali di Nuoto di Gwangju (Corea del Sud). La squadra azzurra è riuscita a migliorare i risultati di Budapest 2017, salendo otto volte sul podio con Simona Quadarella (oro nei 1500 sl e argento negli 800 sl), Gregorio Paltrinieri (oro negli 800 sl, e bronzo nei 1500 sl), Federica Pellegrini (oro nei 200 sl), Benedetta Pilato (argento nei 50 rana), MartinaCarraro (bronzo nei 100 rana) e Gabriele Detti (bronzo nei 400 sl). A livello generale, la squadra ha mostrato una buona condizione di forma con la maggioranza degli atleti che sono riusciti a migliorare i proprio record personali.

Gli italiani sul podio

Il primo giorno dei Mondiali l’Italia sale subito sul podio con Gabriele Detti, bronzo nei 400 sl, che conferma il risultato di Rio 2016. Non riuscirà poi a ripetersi negli 800 sl dove il compagno di allenamenti Gregorio Paltrinieri vince per la prima volta l’oro, dopo l’argento di Kazan nel 2015 e il bronzo di Budapest nel 2017. Paltrinieri perde invece lo scettro nei 1500 sl, dopo aver dominato la distanza agli ultimi due mondiali e alle Olimpiadi.

Il mezzofondo parla italiano anche al femminile dove una scatenata Simona Quadarella è salita sul gradino più alto del podio nei 1500 sl, complice anche la defezione dell’americana Ledecky. L’atleta romana ha poi sfidato a viso aperto la stessa americana negli 800 sl, dove al termine di una sfida bellissima si è dovuta accontentare della medaglia d’argento.

Avevamo scritto che sarebbe servito più di un miracolo a Federica Pellegrini per andare a podio nei 200 sl, e contro ogni previsione la Federica nazionale va a prendersi la medaglia d’oro. Ottava medaglia consecutiva in questa distanza, in una finale segnata dall’assenza di tre atlete favorite per il podio, ma nella quale sono comunque scese in acqua atlete del calibro di Sarah Sjostrom e Ariarne Titmus.

Non solo veterani nella squadra italiana, perchéBenedetta Pilato (la più giovane della spedizione con i suoi 14 anni!) riesce ad impensierire addirittura Lilly King nella finale dei 50 rana conquistando un argento storico.

Mondiali da ricordare anche per Martina Carraro chemigliora due volte il record italiano e conquista il bronzo nei 100 rana dietro i due mostri sacri della specialità,King ed Efimova.

Le medaglie mancate

Tante le medaglie sfumate per pochi centesimi, segno comunque di solidità da parte del movimento azzurro. La prima medaglia di legno arriva con la 4×100 sl maschile che, nonostante il record italiano, tocca subito dietro all’Australia, complice un passaggio sciagurato di Condorelli in prima frazione e un arrivo imperfetto di Miressi. Quarto posto anche per Elena Di Liddo nei 100 farfalla: l’atleta pugliese ha migliorato due volte il record italiano in batteria e in semifinale ma, nonostante un buon tempo anche in finale, il podio era davvero fuori portata per lei. Quattro centesimi hanno separato Filippo Megli dalla medaglia di bronzo nei 200 sl. Ottima prestazione dell’atleta fiorentino che ha abbassato il record italiano e ha poi trascinato la staffetta 4×200 sl maschile nuovamente ai piedi del podio per soli trecentesimi. Nuovo record italiano anche qui, in una gara bellissima con cinque nazioni racchiuse in un paio di decimi ma pur sempre altra medaglia sfumata per un nonnulla.

Quarto posto anche per il giovanissimo Federico Burdisso nei 200 farfalla, una delle gare più belle dove l’ungherese Milak ha sbriciolato il record del mondo ancora appartenente a Micheal Phelps. Burdisso ha fatto segnare il nuovo record italiano ed è piaciuto molto sia il suo atteggiamento coraggioso durante la gara sia nelle interviste post-gara dove traspare la sua voglia di continuare a migliorarsi.

Buone notizie dalla staffetta 4×100 mista femminile (Panziera – Carraro – Di Liddo – Pellegrini in finale), quarto posto con nuovo record italiano e prima squadra europea.

Le conferme azzurre

Un ottimo Marco De Tullio ha abbassato il proprio record personale nei 400 sl, gare nella quale è andato a podio il compagno di squadra Gabriele Detti. Buone gare tutto sommato anche da parte di Simone Sabbioni nel dorso visti gli infortuni che ne hanno costellato la stagione. L’atleta romagnolo è stato protagonista di una curiosa disavventura durante le batterie dei 100 dorso, con il device di partenza che si è staccato per ben tre volte. Un po’ di rammarico per Arianna Castiglioni, delusa per l’ottavo posto nei 100 rana ma che comunque aveva eguagliato il record italiano nello spareggio per entrare in finale. Una stagione tribolata anche per lei, le auguriamo che nell’anno olimpico possa allenarsi e gareggiare senza affrontare problemi fisici. Sempre nella rana, il capitano azzurro Fabio Scozzoli salva un mondiale non entusiasmante facendo segnare il nuovo record italiano durante le semifinali dei 50 rana. Verrà poi squalificato in finale, mentre nei 100 rana non riesce a trovare posto tra gli otto finalisti.

Buone prove anche di Giulia Gabbrielleschi e Domenico Acerenza nelle gare del fondo, atleti entrambi provenienti dal nuoto in acque aperte dove avevano già conquistato insieme con Paltrinieri e Bruni la medaglia nella staffetta 5 km.

Le delusioni azzurre

La delusione più grande nella squadra azzurra arriva da Margherita Panziera, data per favorita nei 200 dorso prima dell’inizio dei Mondiali. I primi segnali d’allarme erano arrivati già nei 100 dorso dove non era riuscita a centrare la finale e non è poi riuscita a ritrovare la tranquillità necessaria per affrontare i 200 dorso. Probabilmente oltre alla tensione mentale anche la forma fisica non era eccellente ed è arrivata solo quarta nuotando oltre un secondo sopra il proprio record personale. L’oro era fuori portata grazie a una fenomenale Regan Smith ma l’argento per lei eraassolutamente fattibile.

Mondiale sottotono anche per il ranista Nicolò Martinenghi, fuori dalla finale dei 50 e 100 rana. Male anche lo stile libero veloce maschile nelle gare individuali con il solo Miressi che riesce a qualificarsi per la finale dei 100 sl. Addirittura fuori dalla semifinale nei 100 sl Condorelli che sembra una copia sbiadita dell’atleta arrivato quarto a Rio 2016; stessa sorte per Vergani e il veterano Dotto nei 50 sl.

Sfortunata invece Silvia Scalia che dopo l’oro nei 50 dorso alle Universiadi di Napoli è stata la prima delle escluse nelle semifinale dei 50 e 100 dorso.

Non bene Ilaria Cusinato dalla quale ci si aspettava di più nei misti, evidentemente deve ancora metabolizzare il cambio di allenatore.

Ceccon ancora rimandato: il giovane nuotatore è da tempo sotto osservazione come una della promesse del nuoto italiano, ma ancora una volta fallisce la prova di maturità in un grande evento internazionale. Ultimo nelle semifinali dei 100 dorso, non si è presentato nelle batterie dei 200 misti.

Prestazioni negative arrivano anche dai 200 rana dove Luca Pizzini non riesce a centrare le semifinali, e dai 200 dorso dove Restivo fallisce l’accesso a una finale che era decisamente alla sua portata.

Giudizio sospeso per Ilaria Bianchi che ha avuto problemi fisici e non è riuscita ad entrare nella finale dei 100 farfalla, e si è poi ritirata dai 200 farfalla.

Notizie dal mondo

Oltre ai risultati della squadra italiana, da segnalare la caduta di due record del mondo di Phelps nei 100 e 200 farfalla che resistevano da Roma 2009. Il primo a cadere è stato il record dei 200 farfalla ad opera dell’ungherese Milak. La sua volata solitaria negli ultimi 25 metri della finale lo ha portato a toccare in 1:50.73 abbassando di quasi un secondo il vecchio record (1:51.51). Record caduto in semifinale invece quello dei 100 farfalla, ad opera di Caeleb Dressel, che conferma di essere uno degli atleti più forti nel panorama natatorio attuale. L’americano ha abbassato il record a 49.50, ben 32 centesimi meno del tempo fatto registrare da Micheal Phelps nel 2009.

Record spaziale anche per la diciassettenne Regan Smith nella semifinale dei 200 dorso, gara in cui attendevamo la Panziera, che scende fino a 2:03.35. La stessa Smith ha poi sbriciolato anche il record dei 100 dorso in apertura della staffetta 4×100 mista femminile. Da segnalare il fatto che la Smith non ha nuotato i 100 nella gara individuale poiché non si era qualificata ai Trials americani dello scorso anno in questa distanza.

Nella rana, Adam Peaty si migliora ancora ed abbatte il muro dei 57 secondi nei 100 m, toccando la piastra in 56.88. Nella distanza più lunga dei 200 m il russo Anton Chupkov ferma il cronometro a 2:06.12 durante la finale.