MOTORI: CAMPIONATI AL VIA. Il commento di Alberto Bortolotti

 Alberto Bortolotti, consigliere USSI
Mentre la stagione sta partendo, arriva una bombetta di mercato che può cambiare gli equilibri futuri della Formula 1. “Sarebbe molto interessante vedere Hamilton diventare un pilota della Ferrari – ha commentato Davis Croft di Sky Sport UK – può succedere, per cui non lo escluderei tra le ipotesi per il futuro. Sono sicuro che lo stesso Lewis ci abbia pensato, una o due volte. Se la Ferrari ha un’auto in grado di vincere il campionato, credo che possa succedere”.

Vabbé, ciò premesso si dice spesso che è giocoforza fidarsi dei bookmaker. E’ quasi sempre vero, chi tiene il banco non ha nessun interesse a farlo saltare. Per cui se le agenzie di scommesse inglesi dicono che il favorito per la vittoria in Australia (non il favorito del Mondiale, intendiamoci. è Sebastian Vettel vuol dire che hanno valutato con attenzione gli esiti dei test catalani.

Male Bottas, giudicato al momento inferiore anche a Verstappen, oltre Leclerc, e inesistenti i piloti non appartenenti ai tre top team. Insomma, nihil sub soloe novi. La Formula 1 sarà una lotta a due con un eventuale terzo incomodo. Il resto è ornamento. Ma da Magnussen arriva una previsione: a centro gruppo la bagarre aumenterà. Prestazioni migliorate, più sorpassi.
Nel motomondiale i giudizi di oggi hanno il conforto di qualifiche “reali”. Poi, certo, bisogna sempre attendere la gara, in cui solitamente Marquez è il dominatore specialista ogni anno, eccezion fatta per il 2015. Comunque Vinales ha marcato una pole importante per sé e per Yamaha.
In chiave tricolore (e, se mi è permesso, bolognese) Ducati pare piuttosto in ordine. Non solo con l’ormai veterano Dovi, ma anche con il promosso Petrucci (giustamente infuriato con l’ “approfittatore” Marquez) . Tra i “giovani” spiccano Jack Miller e Quartararo, che ha fatto una preseason importante. 
Arrancano nelle retrovie gli ex . al momento – dioscuri Lorenzo e Rossi, su cui occorre approfondire un attimo l’analisi. Lorenzo è al terzo cambio di moto in tre anni, e alla fine ha scelto di finire nelle fauci di Marquez, dopo essersi “scontrato” con Valentino e Dovizioso. Che lo favoriscano mi pare difficile da credere.
Rossi ha 40 anni, scarso feeling con la moto, non vince un titolo da 10 anni ma non si rassegna all’anagrafe. E fa bene, intendiamoci, purché ci possa essere certezza del fatto che Yamaha punti ancora su di lui. Se Vinales prende l’abbrivio, beh, ci si potrà far poco.