Lunedì 8 luglio a Reggio Calabria Giorgio Martino presenterà il libro su Gimondi e Merckx

A metà degli anni sessanta, mentre tutti aspettavano il nuovo Fausto Coppi, apparvero sulla scena ciclistica internazionale Felice Gimondi ed Eddy Merckx. Seppero catturare l’attenzione e la passione gli sportivi con imprese, duelli, vittorie e sconfitte che suscitarono emozioni indimenticabnili per chi le ha convissute. 
Giorgio Martino, che per trent’anni, insieme con Adriano De Zan, ha raccontato lo sport del pedale sulle reti Rai, in questa opera scritta per la casa editrice Kenness, rivive il lungo periodo di Gimondi e Merckx, quello che dal 1965 al 1978 ha attraversato una nuova epoca, con nuove realtà sociali :  dai Beatles alle contestazioni giovanili, dal sessantotto al primo sbarco dell’uomo sulla Luna, dall’invenzione della minigonna da parte di Mary Quant alla guerra in Vietnam. 
Il “vernissage” si è svolto  nelle scorse settimane a Bergamo, con l’intervento dello stesso Gimondi.  Il libro comincia adesso a fare il suo “Giro d’Italia” e  verrà presentato lunedì prossimo 8 luglio, alle 21,45, nella splendida cornice del Circolo tennis Polimeni di Reggio Calabria, per iniziativa del Panathlon Club, con il patrocinio del CONI e del sodalizio culturale Rhegium Julii.  
La serata si aprirà con i saluti del presidente del Circolo Tennis Postorino, del sindaco della città metropolitana Giuseppe Falcomatà, dei presidenti del CONI Calabria e del Rhegium Julli Maurizio Condipodero e Giuseppe Bova, del  Governatore dell’area meridionale del Panathlon Antonio Laganà. Relatore e moderatore, il collega Tonino Raffa. Il programma verrà arricchito con la proiezione di alcuni filmati storici. 
L’opera di Giorgio Martino, incuriosisce soprattutto per l’abile contestualizzazione storica. All’interno di quelle sfide tra il campione di Sedrina e l’asso belga, si colgono gli aspetti di uno scenario completamente cambiato. Sullo sfondo non c’era più una Italia sconvolta dalle macerie della guerra, che cercava nello sport una leva di riscatto sociale e di speranza, come negli anni di Coppi e Bartali. Non c’era più il ciclismo “immaginato”  attraverso i racconti dei grandi inviati prestati allo sport (Orio Vergani, Bruno Roghi, Ruggero Radice) che portarono la letteratura sulle pagine sportive, o quello “fantasticato” che si coglieva nelle radiocronache di Mario Ferretti. Era arrivato quello che tutti potevano vedere e seguire, chilometro per chilometro, ogni giorno in diretta TV. 
Con Gimondi e Merckx sono stati stravolti gli albi d’oro, riscritti i primati, aggiornati i record. Le loro imprese riaccesero la creatività degl’inviati e l’immaginazione dei tifosi che trovarono nuovi motivi di passione in una rivalità fatta di voglia di vincere “cannibalesca” e di formdabile caparbietà di chi non intende arrendersi mai. 
Come vuole lo sport e com’è giusto che sia.