F1: TRIONFO MERCEDES. LA FERRARI HA GIA’ GLI OCCHI BASSI. Il commento di Alberto Bortolotti

foto: lastampa.it
 di Alberto Bortolotti, consigliere USSI
Gli occhi bassi e sfuggenti di Mattia Binotto, che nell’intervista a Federica Masolini di Sky prima del via guardavano in giù o di lato, la dicevano tutta sulla condizione psicologica della Rossa a Melbourne. E’ stato un disastro annunciato da qualifiche flebili, si è ricorsi addirittura a un “giochetto di squadra” per tenere Leclerc dietro Vettel e francamente il team principal (dico io: ci vuole tanto ad ammettere che si è scazzato con i successori di Domenicali e richiamarlo? Tra Mattiacci, Arrivabene e questo mite signore non se ne fa uno…) aveva in Australia la stessa autorevolezza di un impiegato del catasto prossimo alla pensione…
L’analisi, secca, di Vettel: ” Il fatto che fossi così lento alla fine è più che altro dovuto alle gomme”. Le parole di Leclerc sono un filo più ottimiste: “Non è stata una gara fantastica, ma dall’altra parte sappiamo che il tracciato di Melbourne è atipico. Per questo motivo non dobbiamo andare nel panico. Sappiamo che la Mercedes è molto forte, ma noi siamo molto più vicini a loro di quanto visto oggi”.
Ha vinto con merito Bottas su Hamilton.  Il finlandese ha disputato una gara da campione dettando il passo con continui giri più veloci quasi a voler dimostrare che la W10 si adatta perfettamente al suo stile di guida: Valtteri non si è accontentato e si è preso anche il punto aggiuntivo concesso quest’anno dal giro più veloce. La sua analisi sprizza positività da tutti i pori: “Oggi sapevo che per vincere avrei dovuto passarlo al via. Combattere con il tuo compagno di squadra, che dispone della tua stessa macchina, non è mai semplice; vedere quanto distacco gli ho dato è davvero di grandissima motivazione”.

Quella di Lewis Hamilton è una sconfitta grave se deve cominciare a guardare nel compagno di squadra come al principale rivale per il titolo, diversamente l’Australia ha mostrato che la Mercedes può guardare al futuro con un certo ottimismo, visto che gli altri sfidanti sono stati piuttosto lontani. Un nuovo Rosberg? Solo le prossime gare potranno dirlo.

Hamilton potrebbe recriminare per essere stato chiamato al pit stop troppo presto per marcare la tattica della Ferrari, ma la squadra di Brackley ha giustamente differenziato la strategia fra i due piloti.

Melbourne pone la Red Bull come sfidante della Mercedes, perché all’Albert Park è mancata la Ferrari che sta giù dal podio. Vettel non ha mai avuto il passo per lottare per il podio e ha dovuto subire un sorpasso all’esterno da parte di Verstappen decisamente più veloce. Ottimo il motore Honda al debutto sulla monoposto dei bibitari.

Magnussen, sesto sulla sua Haas, è l’ultimo pilota che ha concluso il GP a pieni giri a testimonianza di quanto sia già selettivo questo mondiale.  Dietro di lui, a punti, Hulkenberg, Raikkonen, Stroll e Kvyat. Quindicesima l’Alfa Romeo di Giovinazzi.