F1 e MOTOGp: E’ tutto già deciso? Il commento di Alberto Bortolotti

 Alberto Bortolotti

In teoria i due campionati sono ampiamente assegnati. Il dominio di Marquez nelle moto e di Hamilton in F1 non pareva scalfibile. In realtà a Zeltweg qualche cosa si è mosso. E le ragioni le spiega bene il direttore di Motorsport Franco Nugnes: “Intanto va detto che la power unit giapponese ha contribuito all’affermazione dell’olandese e non a caso, in modo anche plateale, Max ha indicato il logo Honda sulla tuta quando è salito sul podio di Spielberg. Perché? La ragione è semplice: con il gran caldo e l’aria meno densa la power unit RA619H non ha mostrato alcuna defaillance, mantenendo le stesse prestazioni come se fosse in riva al mare.
Un anno di esperimenti con la Toro Rosso nel 2018 sono serviti a trovare il giusto compromesso nell’impianto di raffreddamento con un tecnico come Adrian Newey che ama prese dei radiatori sempre molto piccole e sfoghi dell’aria calda limitati per non inficiare l’efficienza aerodinamica”. Quanto ciò sarà applicabile al mondo Ferrai e quando capiterà è, purtroppo, in grembo a Giove.

In Motogp quattro vittorie, tre terzi posti e uno zero. Guardare il cammino 2019 di Marc Marquez è impressionate, e non è il secondo posto di Assen che lo preoccupi più di tanto, specie se chi lo segue si comporta così: Dovizioso quarto (distacco 44 punti, Andrea non vince da oltre tre mesi), Petrucci sesto, Rins e Rossi fuori (quest’ultimo per la terza volta consecutiva), Quartararo e Vinales, con lui sul podio (due Yamaha a circondare una Honda), lontanissimi in graduatoria.

Il capolista catalano così commenta la sofferta scelta delle mescole: “Dentro al box, prima della gara, nessuno pensava alla morbida. La Honda voleva la dura, perché pensava che fare una scelta diversa dagli altri fosse un grande rischio. Ma io sentivo che la scelta giusta era la soft e infatti ho fatto una buona gara, anche se quella della Yamaha e di Maverick è stata migliore”.
In Moto 2 Fernandez sul gradino più alto, con Luca Marini sul podio, e due terzi di tricolore sventolano in Moto3: primo Arbolino, secondo Dalla Porta. C’è ancora tanta Italia nel motomondiale.