Congresso FNSI: la mozione del vicesegretario dell’USSI Mimma Caligaris

 

Nella foto iI vicesegretario USSI Mimma Caligaris durante il suo intervento a Levico

Il 28° congresso della Stampa Italiana, riunito a Levico Terme dal 12 al 14 febbraio, impegna la futura dirigenza della Fnsi a intraprendere iniziative a tutela dei giornalisti sportivi, oltre 2000 gli iscritti all’Ussi, che sono fra coloro che hanno pagato, e continuano a pagare, un prezzo molto alto per la crisi e i tagli all’editoria, decisi dal governo. Tagli che spegneranno altre voci, giornali, emittenti e siti on line, dove lavorano centinaia di colleghi, di tutte le età, soprattutto giovani, che già da anni hanno retribuzioni vergognose, eppure le accettano, perché l’alternativa è restare ai margini, quando non addirittura essere estromessi. Dai grandi gruppi e alle piccole testate, sono a rischio posti di lavoro, e molti sono già saltati, è a rischio il nostro mestiere e la battaglia deve essere anche di tutela della dignità. Siamo una categoria a cui sempre più spesso è negato l’accesso diretto alle fonti, una categoria minacciata dall’arroganza degli attori dello sport, che vorrebbero spegnere le nostre voci, e le nostre macchine fotografiche, perché vogliono una informazione per pochi, soprattutto una informazione da monetizzare

I giornalisti sportivi impegnano la futura dirigenza della Fnsi ad una strategia forte, e condivisa, per realizzare una effettiva inclusione di chi è orgoglioso dell’appartenenza all’Ussi, e chiede una sempre maggiore tutela sindacale, combattendo battaglie contro i continui tagli ai compensi dei collaboratori, anche fotocinegiornalisti, oggetto dei soprusi non solo degli editori, ma anche delle Leghe, soprattutto nel calcio, che pretendono di controllarli per concedere loro la possibilità di lavorare. I giornalisti sportivi impegnano la dirigenza Fnsi ad opporsi ai tagli pesanti all’editoria, che rischieranno di precarizzare ancora di più questa professione, creando disoccupazione e sfruttamento, più ancora dei livelli di oggi, già drammaticamente preoccupanti.