Champions primo obiettivo, il Napoli fa una strambata. Dal blog di Gianfranco Coppola

 di Gianfranco Coppola vicepresidente USSI @gianfcoppola

E’ una stagione capovolta: passa in subordine il campionato. La Juventus comanda, per i detrattori non solo aritmeticamente parlando. Il web tra le curiosità ha omaggiato De Ligt, un gran talento, col suo fisico statuario i cui tocchi di mano in area bianconera sono opere d’arte, non falli. L’Inter ha il carattere di Conte, e sono guai.  La Roma tiene botta, e l’aver perso un bel po’ di giocatori per infortunio ha paradossalmente semplificato le cose a Paulo Fonseca che è già di suo un ottimo allenatore. Napoli in regresso: di chi la colpa? I sondggi lasciano il tempo che trovano e su tutte le reti televisive o i siti un po’ tutti si sono divisi le colpe: su un fronte ha …vinto Ancelotti, su un altro De Laurentiis e così via.

Per la verità, forse mai come questa estate ADL ha assecondato le richieste di Ancelotti, almeno per quanto è dato sapere. Il tecnico ha voluto a tutti i costi Manolas e Lozano: accontentato, 100 milioni di euro in due senza vendere il richiestissimo Koulibaly. Non è arrivato James Rodrigues mentre per chi vive aria interna a Casa Napoli sarà presto affidato ad Ibrahimovic il ruolo di capopopolo alla riscossa. Vedremo.

Rischia” di diventare la Champions il primo obiettivo del Napoli, in pesante ritado numerico in campionato. C’è stata tata sfortuna, è vero, ma anche troppi errori e una discontinuità allarmante a livello di tensione agonistica, concentrazione. Ecco perché la partita contro il Salisburgo, che è una signora squadra, diventa crocevia della stagione. Fallire, complicando la qualificazione, scatenerebbe aria cupa, da semi fallimento. Considerando che la Coppa Italia è pur sì importante ma terza scelta, ecco che la  partita contro Halland e compagni assume il crisma della supersfida. Ancelotti torna sulla panchina, laddove c’è stato come prima guida con rigore e serietà il figlio Davide all’Olimpico. Sereno anche nelle valutazioni post gara, più sincere che diplomatiche. Roba che forse sarebbe stato preferibile modellare un pochino considerando la partita con gli austriaci dietro l’uscio dello spogliatoio, ma Davide a petto in fuori ha affrontato la conferenza stampa forse senza uno straccio di suggerimento, dicendo ciò che con la sua cristallina onestà pensava.

Il Napoli anche in occasione del No al ricorso per la squalifica di Ancelotti senior ha confermato che il peso in Figc è risibile. Contro l’Atalanta, nell’infuocato finale, il primo ad essere sbattuto fuori è stato il team manager – scrittore De Matteis, figura non di primo piano nel calcio e forse non “visibile” a quei volponi degli arbitri. L’annuncio del ricorso è stato ad opera di Giuntoli, che ha poi commentato il No come fosse una cosa di cui solo dispiacersi, invece di gridare all’ingiustizia in maniera da riscaldare la gara di Roma, ormai a distanza di pochi minuti più che ore.

Guardiamo gli staff di chi fa da scudo e scorta al blocco tecnico: Juventus: Con Andrea Agnelli il vice presidente Pavel Nedved, al fianco Maurizio Arrivabene per anni “volto”  e contenuti del team Ferrari in F1, quindi capo del management Fabio Paratici.

L’Inter schiera un tridente d’oro: Vice Presidente Javier Zanetti; Amministratore Delegato Beppe Marotta, ds Piero Ausilio. Perfino la Lazio con Tare e Peruzzi schiera calibri da cannone.

Se pensiamo che le partite si vincono solo con chi va in campo dunque senza struttura, tutto bene. Pensare ad un calcio fiabesco è un errore. Le strategie passano per gente che durante la settimana non va a vedere l’allenamento per fare compagnia ai giocatori, ma tesse relazioni e rapporti. Passa per la presenza di ex nei salotti tv che alimentano, modellano, indirizzano dibattito e posizioni sugli episodi caldi. E in questo la Juve presidia il territorio. Una coincidenza?

Fantacalcio? Il fantacalcio è un gioco solo per quelli che si divertono sui gruppi whatsapp ma il calcio extra-campo è materia delicata. E fondamentale.