Askanews, il sindacato: «No al ridimensionamento. Crimi sblocchi il pagamento dei servizi»

La sorte di una delle agenzie di informazione primaria più importanti del Paese è legata all’esito del concordato preventivo chiesto dall’azienda e affidata all’impegno del tavolo di confronto sindacale che inizierà in settimana. «Siamo alla resa dei conti», spiega la Fnsi.

La protesta dei giornalisti di Askanews

«Siamo alla resa dei conti. La sorte di Askanews, una delle agenzie di informazione primaria più importanti del nostro Paese, è legata all’esito del concordato preventivo chiesto dall’azienda e affidata all’impegno del tavolo di confronto sindacale che inizierà in settimana. La società di Luigi Abete ha scaricato su 90 colleghi e sulle loro famiglie il rischio di impresa con l’avvio della procedura concorsuale e il mancato pagamento degli stipendi di dicembre. Inoltre, ha messo sul piatto 27 esuberi. In pratica, riscrive il Dna dell’agenzia condannandola a un ruolo residuale». Lo afferma, in una nota, il sindacato dei giornalisti.

«La Federazione nazionale della Stampa italiana, con Stampa Romana, Associazione Lombarda dei giornalisti e Associazione Stampa Toscana, farà valere i diritti dei colleghi e della redazione nell’ambito della vertenza. Il sindacato – si legge ancora – chiede però con fermezza al sottosegretario all’editoria Vito Crimi di sbloccare immediatamente le somme chieste dall’azienda per aver erogato servizi informativi in regime di continuità durante l’impasse creata dall’assegnazione dei lotti per le agenzie di stampa. Si tratta di importi dovuti. Affermare il contrario e rifiutarsi di pagare significa comprimere ogni soluzione alternativa al ridimensionamento della redazione».