Roma in semifinale: “Non è un miracolo, ma un magnifico colpo di teatro”. Il commento di Luigi Ferrajolo

 

di Luigi Ferrajolo, presidente USSI

Piccolo, piccolissimo Barca. Quasi uno sgorbio di miniatura. Grande, grandissima Roma, forse la più bella della sua lunga storia. Dicono adesso che il 3-0 dell’Olimpico è un autentico miracolo: lasciamo stare, i miracoli li fa Padre Pio. E’ stato solo un magnifico colpo di teatro, come il calcio ogni tanto regala per stupirci. Messi pallido e smarrito, una pulce questa volta poco atomica. Dzeko un gigante, un gladiatore splendido e travolgente. Anche questo un colpo di teatro, che nessuno si aspettava.

Non cerchiamo adesso spiegazioni tecniche, il Barcellona è molto più della Roma, in assoluto. Come storia, come tradizione, come talento, come budget, come tutto. E’ successo solo che, al contrario della gente, persino della sua gente, la Roma ci abbia creduto. Ha pensato che per una notte nulla fosse impossibile e questo è stato il suo grande merito. Al tempo stesso, la giusta punizione per un Barca sazio e pigro.

Il calcio fa di questi scherzi, ogni tanto rompe la monotonia della legge del più forte, il pallone impazzisce e spiazza i suoi soloni per accendere i cuori meno caldi e fortunati. Ora il paradosso è straordinario: la Roma è tra le prime quattro in Europa, ma rischia di non esserlo nel suo campionato, che sicuramente non è tra i più accreditati. Altro colpo di teatro, se vogliamo, che però sottolinea la grandezza di questo 3-0. Una magia, per una notte da non dimenticare e da condividere con tutti. Non è un caso, infatti, che tutto il calcio italiano, il malmesso calcio italiano, senza badare alle rivalità e alle liti di cortile, abbia applaudito la Roma. Un applauso lungo e fragoroso che è arrivato sino a Barcellona.