PyeongChang: Lombardia al potere. Il commento di Riccardo Signori dopo la decima medaglia azzurra

di Riccardo Signori (vicepresidente vicario Ussi)

Nella borsa delle nostre Mary Poppins si contano medaglie che tintinnano felici. L’Italia degli sport invernali ha fatto lezione. Per vero dire: l’Italia in rosa. Tre ori e un gruzzolo di altro metallo sono un simbolo del potere di queste nostre Mary Poppins, che mettono in riga il popolo maschile. E magari non parliamo solo di sport invernali. Sofia Goggia ci ha portato la medaglia che entrerà nella bacheca delle indimenticabili. La discesa libera delle Olimpiadi invernali fa pari con i 100 metri nell’atletica o i 100 stile libero nel nuoto: gare regine, per eccellenza, che cercano firme d’autore. Goggia e le sue goggiate non potevano infilarsi meglio in questa rappresentazione dedicata ai posteri. Michela Moioli e Arianna Fontana ci hanno, invece, regalato il bello di quelli che… qualche volta (tranne alle Olimpiadi) contano un po’ meno per il grande pubblico. Fantastiche e spettacolari, appassionanti e coinvolgenti.

Arianna ha concluso la sua olimpiade aggiungendo un bronzo nei 1000 metri, la specialità dello short track che ha sempre ritenuto un po’ ostica. Dunque un oro nei 500 metri, un argento con la rocambolesca staffetta e il bronzo finale conquistato con esperienza e astuzia. Non potevamo affidarci a miglior portabandiera. Michela Moioli ha colpito per la verve, la sua autenticità nel raccontarsi ed ha tenuto avvinti tutti nella spettacolarità dello snow board, che fra qualche tempo sarà il sale per tutti i ragazzini.

Tutte e tre hanno trascorso momenti difficili, nel passato di Michela e Sofia ci sono incidenti da lacrime agli occhi, tutte e tre si sono lanciate seguendo il venticello fecondo della stessa regione: la Lombardia.

Ecco, un’altra particolarità di questi giochi “italiani”: Lombardia ‘uber alles’, come intenderanno bene gli atleti provenienti da altre zone. Lombardia da 10 in pagella per aver prodotto atlete di rango in specialità così diverse. Goggia (Bergamo) e Moioli (Alzano Lombardo) arrivano dalle zone del bergamasco, Arianna Fontana dalla Valtellina. E aggiungiamo: Federica Brignone (bronzo nel gigante) è nata a Milano, pur avendo radici anche a Savona e in Valle d’Aosta.

Fra le quattro ragazze della staffetta dello short track prevale il cuore valtellinese:  Fontana nata a Sondrio, Martina Valpecina e Lucia Peretti a Sondalo, solo Cecilia Maffei tien alto il nome del Trentino, essendo di Tione di Trento. Tirando il conto: sei medaglie made in Lombardia, che non vuol dire alzare il vessillo della partigianeria. Ma solo un fatto di cronaca, come se dicessimo che Milan e Inter non valgono la Juve. Fatti, non commenti. Certamente la Lombardia ha particolare predilezione per medaglie che hanno lasciato il segno: Paoletta Magoni(Bergamo), primo oro femminile italiano in uno slalom speciale olimpico (Sarajevo 1984), e Deborah Compagnoni (Bormio) che oltre all’oro del 1992 (SuperG) vinse nel 1994 (gigante) e 1998(gigante). Senza dimenticare Claudia Giordani, romana di nascita e milanese nella vita, che nello sci aprì la strada del potere delle donne in rosa.

Ecco, oggi Sofia Goggia va a posizionarsi vicino al piedistallo di Deborah, che come Sara Simeoni nell’atletica, Valentina Vezzali nella scherma e Federica Pellegrini nel nuoto, restano icone, le vere lady d’Italia nell’immaginario popolare. Che poi le Mary Poppins di questa storia olimpica appartengano alla Lombardia come Deborah, è il segnale che da quelle parti spira buon vento, le mamme lombarde ci sanno fare, i tecnici pure e le ragazze riescono ad affinare la qualità. Occhio a Bergamo e alle bergamasche: in questa speciale classifica, da Paoletta Magoni in poi, non perdono colpi. Oggi si parla tanto di Dea (Atalanta), ma poi ci sono le divinità. Tutte d’oro.