Nuova ondata di licenziamenti a Telecity

Fnsi, Alg e Slc Cgil chiedono l’intervento delle istituzioni. Nel mirino questa volta la sede di Assago dell’emittente locale: sei giornalisti su 10 e tre tecnici e impiegati su 18 verranno mandati a casa. «Nessuna idea di sviluppo, ma una sola parola d’ordine: contrazione dei costi. È un gioco al massacro», denunciano i sindacati.

Con una nuova procedura di licenziamento collettivo, questa volta soltanto per la sede di Assago, sei giornalisti su 10 e tre tecnici e impiegati su 18 verranno mandati a casa. Questo il drammatico bilancio dell’informazione su Telecity, l’emittente che da un anno sta gestendo una dismissione pressoché totale della sua attività (il gruppo ha chiuso a Torino, Genova, Castelletto d’Orba e Alessandria dichiarando, nel 2017, 69 esuberi su 116 dipendenti) e che ora abbassa la sua scure sulla sede principale, quella lombarda.

A dare la notizia sono Fnsi, Associazione lombarda dei giornalisti e Slc Cgil che, in una nota, spiegano: «Nessuna idea di sviluppo, ma una sola parola d’ordine: contrazione dei costi, in un momento molto delicato per l’emittenza locale e per l’informazione libera e plurale di questo Paese».

L’Alg, la Federazione nazionale della Stampa e la Slc Cgil Lombardia e Nazionale sono «vicini ai lavoratori di Telecity e denunciano con forza quanto sta accadendo in una delle televisioni storiche del Nord Italia. Chiedono che anche le istituzioni inizino a fare la loro parte in questo gioco al massacro che da troppi anni sta investendo i giornalisti e il comparto dell’informazione in Italia», concludono le sigle sindacali.

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