Motomondiale. Tanto clamore per il contatto fra Marquez-Rossi. Ma se fosse accaduto ad un altro? Il parere di Alberto Bortolotti

di Alberto Bortolotti consigliere Ussi

Chiariamo subito due cose. La prima è che Marc Marquez in Argentina commette una tale serie di irregolarità (aiutato anche da un marshall tremebondo e da una direzione gara vagamente complice) da fargli meritare una bandiera nera peraltro mai esposta e un turno di riposo. La seconda è che se non fosse stato toccato e disarcionato Valentino Rossi, nell’Italia contagiata e contaminata dal tifo non se ne sarebbe accorto nessuno. Adesso il prevedibile e triste epilogo è che nelle tre gare spagnole il 46 della Yamaha dovrà girare scortato e il catalano idem tra Mugello e Misano. 

Si tratterebbe, in fondo, di parlare di gare. Pasini, per esempio, vince in Moto 2 e va in testa al mondiale. Anche in Moto 3 suona l’inno di Mameli: primo Bezzecchi su Canet e Di Giannantonio.

Sul bagnato in Argentina la Motogp laurea la Honda di Crutchlow davanti a un gruppetto di rampanti quali Zarco, Rins e Miller. Dei top driver, decorosi Vinales e Dovizioso, quinto e sesto. Disastroso Lorenzo ma non è una notizia. Fuori da piazzamenti accettabili Pedrosa (buttato a terra, operato), Rossi e Marquez.
Ma è proprio qui il punto dolente. La partenza è anomala, solo Miller schierato in griglia. Marquez sfida una possibile bandiera nera riallineandosi in ritardo, poi tratta gli avversari come birilli,compreso Rossi.
A fine gara Honda decide di scortarlo nel box dei rivali Yamaha dove li accoglie il sodale di Rossi, Uccio Salucci, non esattamente un graduato Yamaha, respingendoli con sdegno. Poi Valentino intinge la lingua nel curaro verso il reprobo catalano. La saga riparte e non sin sa quando potrà finire. Prova a gettare acqua sul fuoco il vecchio e saggio Carmelo Ezpeleta, Agostini punge Rossi (ai bei tempi aggressivo e “dominatore” quasi come quelli a cui oggi vanno i suoi giusti rimproveri).

Tre pareri a confronto. Partiamo da Valentino: “Non lo so cosa succederà, ma io non mi sento protetto dalla Race Direction, perché Marquez fa quello che vuole. Guardate anche solo alla partenza: di solito quando ti si spegne la moto arriva qualcuno che ti porta fuori dalla griglia, ma a lui non hanno fatto niente. Io non ci credo che sia solo incoscienza, per me è proprio malafede”.

Segue Marc:  “La reazione di Rossi mi preoccupa zero. Sono onesto, ho commesso un errore totalmente involontario. La pista non era in buone condizioni, c’era un po’ di umido e mi è successo quello che è successo a Zarco con Pedrosa o a Petrucci con Aleix. Sono andato in direzione gara per questo e anche per chiedere perché non mi abbiano tolto dalla griglia. Ho esperienza e ho chiesto al commissario, che però non sapeva cosa fare. Non capisco”.
Infine Aleix Espargaro:  “La sanzione di Marquez è giusta per me. E’ entrato molto duro, ma sono cose che possono succedere nelle gare, si penalizzano e basta. Non è giusto però che non sia stato sanzionato Petrucci, perché mi ha colpito più forte. Non penso che il lavoro della Race Direction sia così complicato”.