MOTO. A Misano bene la Ducati ma è il gesto di Fenati in Moto2 che fa discutere. Commento di Alberto Bortolotti

 Alberto Bortolotti, consigliere USSI

Dal week-end di motomondiale a Misano possiamo trarre diverse conclusioni. La prima è che Ducati è stata in stagione ed è la squadra più in forma. La seconda è che da quando è in Motogp, come giustamente sostiene Loris Reggiani, Marquez domina: o vince, quasi sempre, il titolo, oppure lo perde lui. E’ di gran lunga il pilota più forte. La terza è che Yamaha non dà a Rossi e Vinales una moto competitiva: e poi magari loro in grande forma non sono.

Ma la faccenda più importante è capitata in Moto2. In pieno rettilineo Fenati si è affiancato a Manzi e gli ha “pinzato” il freno destro. Per fortuna la moto ha oscillato ma non si è piantata. Fenati è stato punito con un provvedimento ridicolo, bandiera nera subito e due turni di sospensione. Alla fine lui e il team hanno parlato. “C’è stato un primo contatto in cui mi ha portato fuori pista. Lui era davanti a me, poi l’ho superato. Dopo avermi superato, mi ha rallentato portandomi fuori pista per la seconda volta. Non dico che questa sia una giustificazione, ma credo che questo debba essere considerato perché i piloti che corrono senza preoccuparsi degli altri, rovinano le gare degli altri e questo non è giusto. La mia reazione non è stata una bella mossa, è stato un gesto pericoloso per me e per lui. Non voglio giustificarlo, ma vorrei che fosse visto in prospettiva. Mi hanno punito e non potrò prendere parte alle prossime due gare. Non sono interessato a fare appello”. Il suo team: “D’accordo. È imperdonabile. Un fallo da reazione grave, in mondovisione. Chiaro che, se è stato punito anche Manzi, un motivo ci sarà ma non è questa una giustificazione. Il team si dissocia da quanto espresso oggi dal suo pilota Moto2 e si scusa con il mondo dello sport per il pessimo esempio, con gli sponsor per l’immagine data, con i tifosi tutti per la delusione. A chi ci chiede che decisioni prenderemo, rispondiamo che non si devono mai prendere a caldo per subirne le conseguenze dopo…il pilota deve capire lo sbaglio è ripartire da lì, per costruire una nuova immagine e poter tornare a gareggiare a testa alta nel mondiale”. No, al pilota deve essere ritirata la licenza.

E’ stato triste vedere Valentino Rossi raccontare di “una sconfitta” nel vedere Fenati andarsene dalla sua academy. “Non siamo stati capaci di gestirlo”. L’espressione di VR 46 diceva tutto.

Venendo alle gare, è il momento Ducati, in motogp, e Misano lo conferma. Andrea Dovizioso ha regalato alla Casa di Borgo Panigale la terza vittoria consecutiva, la sesta stagionale. La festa però è stata un po’ rovinata da Jorge Lorenzo: il maiorchino è finito ruote all’aria al penultimo giro, quando per le Rosse si stava prospettando una clamorosa doppietta nella gara di casa. Nel giorno in cui suona tre volte l’inno di Mameli, in Moto3 con Della Porta e in Moto2 con Bagnaia. Il vero vincitore è però stato Marc Marquez che ha portato a 67 punti il vantaggio nel motomondiale a 6 gare dalla fine. Il secondo è oggi Dovizioso che ha scavalcato Valentino Rossi, giunto ottavo e distante 70 punti. Lorenzo è a 91 punti e Vinales a 97.

Va sul podio a Cal Crutchlow, autore di una gara molto concreta con la sua Honda. Molto buona anche la prova di Alex Rins, quarto, che con la sua Suzuki si è inserito subito nel gruppetto dei primi. E’ stata invece una corsa da dimenticare per le Yamaha: Maverick Vinales e Valentino Rossi si ritrovano solamente quinto e settimo, ad oltre 15″ di distacco, quindi senza aver mai fatto realmente parte della partita. Tra di loro poi si è inserita la seconda Honda ufficiale con Dani Pedrosa, mentre al traino del “Dottore” c’era un Andrea Iannone che ha dovuto recuperare dopo una qualifica complicata.

Nella top 10 c’è spazio anche per Alvaro Bautista e Johann Zarco, mentre ne è rimasto subito fuori un deludente Danilo Petrucci.

In Moto2 Bagnaia, sesto successo stagionale, vince su Oliveira e porta a 8 i punti di margine sul portoghese.  Quanto a Moto3 riguadagna la leadership Martin, secondo, con 8 punti di vantaggio su Bezzecchi, oggi caduto.