Autore: Paolo Schianchi

Editore: FrancoAngeli (2018), pag.150, Euro 20,00

 

Un testo di riferimento non solo per giornalisti, ma anche per tutti coloro che operano nella comunicazione, in quanto ognuno di essi diffonde informazioni, anche con raffigurazioni.

In tempi di pervasività della cultura visiva, il visual journalist non è più colui che semplicemente completa una notizia ma la crea visivamente. L’Autore analizza così i principi base su cui si fonda questa disciplina, fino a giungere alle fake images e all’etica che ogni figurazione deve possedere. Il tutto per apprendere, attraverso risposte tecnico-operative, come scrivere visivamente un articolo in epoca post-web, nonché come funziona o si realizza una immagine che è la notizia stessa.

Schianchi ha integrato il saggio con alcune interviste. Tra queste, quella a Christiane Bürklein, attiva in Rete con un suo blog, che alla domanda relativa alla situazione in materia, oltre i confini italiani, ha risposto che è una disciplina sempre più diffusa in molti Paesi. In quanto parte della “visual literacy”, una materia in cui converge anche la pedagogia dei media e che negli Stati Uniti, come in Scandinavia, da anni è insegnata già dalle scuole elementari. Si tratta di Paesi in cui vi è la consapevolezza che una competenza nell’uso e consumo dei media visuali è necessaria e fondamentale fin dall’infanzia. E questo non dipende solo dall’arrivo dell’epoca digitale, ma da quando esiste la possibilità di una rapida diffusione d’immagini, dovuta alla stampa prima e alla televisione in seguito.

Paolo Schianchi è teorico di Visual Marketing e Visual Design e docente di Visual Communication e Interacting design presso l’Università IUSVE-Verona e Venezia. Ha diretto testate di architettura e design.