Filatelia: 110 anni di vita Inter…nazionali di Alessandro Di Tucci

Iniziamo a pubblicare articoli che riguardano il mondo della filatelia e che hanno come soggetto lo sport. Questo è il primo che racconta i 110 anni del Football Club Internazionale S.p.A.

Pubblicato sull’Arte del Francobollo N. 78

di Alessandro Di Tucci

Intendiamoci, ricordare filatelicamente l’Inter è più che giusto. Se i campioni e i campionati “passano” anche sui francobolli, la società e i suoi inconfondibili colori restano a vita nell’immaginario collettivo. Ed è un legame forte quello che unisce i tifosi dell’Inter con il proprio club, che nasce il 9 marzo 1908, quando un gruppo di quarantaquattro soci del Milan Football and Cricket Club, che si erano ribellati al divieto imposto dal club rossonero di arruolare calciatori stranieri in aggiunta a quelli già presenti nella rosa, decisero di fondare il Football Club Internazionale S.p.A., internazionale anche nei fatti. Grazie alla sagacia del socio fondatore Giorgio Muggiani furono scelti i colori che avrebbero rappresentato l’emblema della società, ovvero il nero e l’azzurro; lo stesso Muggiani dichiarerà “Questa notte splendida darà i colori al nostro stemma: il nero e l’azzurro sullo sfondo d’oro delle stelle. Si chiamerà Internazionale, perché noi siamo fratelli del mondo”.

I colori sociali hanno accompagnato la squadra nella conquista dei trofei più prestigiosi, che non tardarono ad arrivare. Difatti già nel 1910 il club milanese si aggiudicò il suo primo scudetto.

Purtroppo per gli amanti della filatelia non è stato possibile fin da subito collezionare i tanti trofei ottenuti dalla squadra nerazzurra poiché prima del 1986-1987 (anno in cui il Napoli conquistò il suo primo scudetto), l’Italia non prevedeva l’emissione di francobolli commemorativi sulla vincitrice del campionato nazionale.

Si è dovuto pertanto attendere sino alla stagione 1988-1989 per vedere, finalmente, il nero e l’azzurro risplendere sul valore da 650 Lire realizzato dal bozzettista Vincenzo Cozzella.  Prima di allora solo la meccanofilia aveva consegnato ai tanti appassionati gioie degne di quelle ottenute sul rettangolo da gioco. Il prato di San Siro, oltre a essere l’arena ove affrontare con furore e grinta gli avversari, è anche stato teatro di inarrivabili coreografie come quella in cui i tifosi hanno accolto più volte i propri beniamini e che trae spunto dalla nota canzone “Gabri” di Vasco Rossi, “Mi fai tremare il cuore…mi fai smettere di respirare”. Un calore così non poteva che non riversarsi in ambito filatelico negli anni a seguire tant’è che dieci anni fa, in occasione delle celebrazioni dei primi cento anni di storia, la Repubblica di San Marino ha posto in commercio un francobollo in cui appare in tutto il suo splendore lo stemma societario. Nel valore da 1 euro, tirato in 180.000 esemplari, è possibile ammirare le lettere F, C, I e M sovrapposte all’interno di un cerchio circondato da una striscia curva dorata distanziata dallo stemma.

Energia nerazzurra che scorre nelle vene dello stadio dato che l’impianto è a tutti gli effetti interista! Difatti, seppur condiviso con il Milan, dal 2 marzo 1980 è intitolato a Giuseppe Peppìn Meazza, considerato da alcuni esperti il più grande giocatore italiano di tutti i tempi. Ha legato la sua carriera proprio all’Inter dove ha giocato per un totale di 14 stagioni, divenendone il miglior marcatore di tutti i tempi e conquistando in nerazzurro 3 titoli di campione d’Italia, oltre a laurearsi per 3 volte capocannoniere sia del campionato italiano sia della Coppa dell’Europa Centrale. L’indimenticato Gianni Brera lo ricorda così il 24 agosto 1979, tre giorno dopo la sua scomparsa: “Grandi giocatori esistevano già al mondo, magari più tosti e continui di lui, però non pareva a noi che si potesse andar oltre le sue invenzioni improvvise, gli scatti geniali, i dribbling perentori e tuttavia mai irridenti, le fughe solitarie verso la sua smarrita vittima di sempre, il portiere avversario.

Se Meazza aveva tra le sue vittime preferite i portieri avversari, i tifosi nerazzurri prediligono affermare con forza la netta superiorità in ambito nazionale dato che il club di Corso Vittorio Emanuele è l’unico ad aver partecipato a tutte le edizioni della Serie A (dal 1929-1930) e ad aver gareggiato ininterrottamente nella massima serie del campionato nazionale fin dalla propria stagione di debutto (nel 1908-1909). Un record invidiabile cui si affianca lo storico “triplete” – mai riuscito a nessun’altra squadra italiana – della stagione 2009-2010 nella quale la formazione allenata da Josè Mourinho riuscì nell’impresa di conquistare lo scudetto, la Coppa Italia e la Champions League. Il treble fortunatamente non fu solo sportivo ma anche filatelico! Difatti, la Repubblica del Titano, emise tre francobolli celebrativi da 1 euro ciascuno con una tiratura di 400.000 esemplari della serie denominata “Inter 3 volte campione”.

Nella stagione successiva l’Inter si aggiudicò anche la Coppa Italia. Non fu quella un’annata come tutte le altre per l’ambito trofeo essendo dedicato ai 150 anni dell’unità d’Italia. Una vittoria pertanto che consolidò lo strapotere interista tanto da essere rappresentata, in via eccezionale, sul valore da 60 cent. in cui oltre alla coppa appare lo stemma societario con un pallone dalla “scia” nerazzurra.

Un palmarès, quello interista, ricco di trofei: attualmente infatti figurano 18 campionati, 7 Coppe Italia e 5 Supercoppe italiane; a esse si aggiungono 3 Coppe dei Campioni/Champions League, 2 Coppe Intercontinentali, 1 Coppa del mondo per club e 3 Coppe UEFA, per un totale di 9 titoli in tornei internazionali che ne fanno il terzo club italiano sia per numero di titoli ufficiali vinti (39) – dopo Juventus (63) e Milan (48) – che per vittorie in competizioni internazionali, alle spalle di Milan (18) e Juventus (11).

Gli ultimi scudetti vinti risalgono alle stagioni 2006-2007, 2007-2008, 2008-2009 e 2009-2010, tutti puntualmente rappresentati su francobolli raccolti in fogli da 12 per complessivi 7,20 euro.

Come ben sappiamo, i trofei si vincono grazie al gioco di squadra e soprattutto grazie all’apporto di grandi players. Nel corso degli anni sono stati davvero molti i campioni che hanno vestito la casacca nerazzurra consentendo al club di accumulare i trofei accuratamente custoditi in bacheca. Alcuni di loro sono stati immortalati su valori postali dell’Ajman nel 1968 nella serie denominata “Champions of sport”: si tratta degli indimenticabili Sandro Mazzola, Angelo Domenghini, Tarcisio Burgnich, Mario Corso, Luisito Suarez e Giacinto Facchetti.  Quest’ultimo ha legato indissolubilmente il suo nome al club tanto che la mitica maglia numero 3 è stata la prima ad essere ritirata a seguito della morte avvenuta il 4 settembre 2006. Nel 1965-1966 il difensore nerazzurro fu il primo a segnare 10 reti nel campionato italiano mentre nel 1968 è stato il capitano dell’Italia nell’unica vittoria al campionato europeo.

Se i campioni “passano” anche sui francobolli, la società e i suoi inconfondibili colori restano a vita nell’immaginario collettivo tanto che l’Italia e la Repubblica di San Marino hanno previsto per marzo emissioni a tema. Francobolli che uniscono la passione per il calcio – nel caso specifico al club milanese – al collezionismo filatelico che consente di rivivere le gioie irrefrenabili che solo lo sport può regalare.