F1. A Singapore brutta botta per la Ferrari che non entra mai in gara. Il commento di Alberto Bortolotti

 Alberto Bortolotti, consigliere USSI

Brutta botta, quella di Singapore. Meno quaranta, a sei gare dal termine. La gara non ha fatto che confermare i verdetti emessi dalla qualifica, ovvero un Lewis Hamilton stellare, un’ottima Mercedes ed un Max Verstappen esaltante con una Red Bull prevedibilmente competitiva su questa pista. L’analisi sintetica di Kimi Raikkonen:  “Si, purtroppo abbiamo perso la gara ieri ma è una cosa che qui accade spesso. Se ci fossero stati più ingressi in pista della safety car magari avremmo avuto un risultato diverso…”.

Ad essere meno prevedibile è stata la Ferrari, che per la prima volta in questo Mondiale ha dovuto accettare un verdetto che l’ha vista terza forza in campo. Vettel lo spiega così: “Chiaramente non aiuta perdere punti, ma oggi, per il modo in cui abbiamo gareggiato, non c’erano opportunità. Forse non eravamo abbastanza veloci. In questo weekend non abbiamo estratto il massimo dal nostro pacchetto”.
Il piano della Ferrari era chiaro: anticipare la sosta di Vettel, montare una mescola sulla carta più performance della soft annunciata dalla Mercedes, e sperare in un undercut. Alla fine, però, gli esiti di una strategia ‘o la va o la spacca’ non sono stati quelli sperati, e i 14 punti che potenzialmente potevano essere guadagnati in classifica su Hamilton, sono diventate tre lunghezze perse, a causa dell’overcut subito da Verstappen.
Con una strategia conservativa Vettel probabilmente avrebbe mantenuto la seconda posizione, ma non è questo il punto.
Tecnicamente dalla gara di Sochi in avanti per la Ferrari tutto potrebbe tornare nella norma, ma resta una botta morale che a Singapore non è stata indifferente.