Crimi: “Valuteremo a ottobre se abolire l’Ordine dei giornalisti”. La replica di Verna: “Le minacce non tacitano i colleghi” – da Agorà 24

“Anziche’ fare subito un decreto di abolizione dell’Odg ho avuto l’accortezza di incontrare i nuovi vertici dell’Ordine. La mia prima preoccupazione e’ stata attendere il processo di autoriforma generale che i giornalisti stanno cercando di mettere in atto, che riguarda vari aspetti, tra cui l’accesso a professione e altri interventi che per la verita’ ancora non ho visto”. Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’editoria, senatore Vito Crimi, nel suo intervento davanti alla commissione Cultura della Camera. “Mi dicono che a ottobre questi interventi dovrebbero essere proposti – ha detto Crimi – a seguito di questo faremo le nostre valutazioni. Se ancora ci sono i presupposti per abolire l’Ordine del giornalisti saro’ qui a proporvelo. Ma quando si decide di fare una scelta, poi la si governa. Se si decidera’ di abolire l’Odg andra’ rivisto tutto il sistema degli automatismi che oggi sono legati all’iscrizione all’Ordine. Vanno riviste anche le nuove professioni e si deve parlare del nuovo modo di fare giornalismo”.

Immediata la replica del Presidente dell’Odg, Carlo Verna.

“Tutto vero quel che dice il senatore Crimi: ha avuto la cortesia di convocarci e ci siamo parlati della nostra idea di profonda riforma dell’accesso all’Ordine dei giornalisti e della sua posizione abolizionista”. Lo afferma in una nota il presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Verna, in risposta alle parole del sottosegretario all’Editoria, Vito Crimi. “Noi non intenderemmo alimentare polemiche – dice Verna – ma semplicemente andare avanti nel nostro cantiere, senza pressioni e condizionamenti di alcun tipo”.

“Dobbiamo far osservare però – prosegue il presidente dell’Odg – che l’elezione dell’attuale gruppo dirigente dell’Ordine su un programma riformista e senza bisogno di ‘contratti’ per governare la gestione dell’ente, precede di qualche mese le elezioni politiche; che chi invece un ‘contratto’ ha dovuto stipularlo non vi ha previsto l’abolizione del soggetto chiamato a vigilare sulla correttezza deontologica e sul rispetto della verità a tutela dei cittadini; che è poco gradevole pensare che una proposta sulla quale la categoria sta lavorando e discutendo veda un governo fare a giorni alterni aleggiare la matita rossa e blu”.

“Soprattutto – aggiunge – se è lo stesso governo attenzionato in queste ore dagli organismi internazionali che si occupano di libertà di stampa sulla questione fondamentale dell’autonomia del servizio pubblico, in cui una pessima legge rischia di essere finanche superata nell’applicazione in perversa attribuzione all’esecutivo di qualunque scelta, persino in presenza di una previsione di una maggioranza qualificata di garanzia. Nessuno pensi che minacce abolizioniste dell’Ordine possano tacitare i giornalisti”, conclude.