Alberto Bortolotti ricorda Oddone Nordio, una delle “grandi firme” del Carlino

di Alberto Bortolotti consigliere USSI

Era un Carlino grandi firme. Nell’epoca in cui Oddone Nordio, deceduto in questi giorni a quasi 80 anni, passa a Bologna a occuparsi di calcio e boxe, il direttore era Enzo Biagi, e il capo dello sport Italo Cucci. Ma la direzione precedente era del fiorentinissimo Giovanni Spadolini, che aprì la redazione di Belluno negli anni ’60, lontanissimo avamposto della bolognesità editoriale nelle montagne venete.

Il quotidiano petroniano abbracciava, all’epoca, tutta l’area adriatica. A Sud fino all’Abruzzo, a nord quasi ai confini con le zone popolate dalle etnie austriaca e ladina. Questo solo per significare la centralità del giornale nella vita di tutti e l’importanza dei giornalisti.
Fu Nordio a svegliare la redazione bolognese il giorno in cui si aprirono, nel bellunese, le cateratte del Vajont. Lui raccontava che quella telefonata la fece da “abusivo”, ovvero praticante di redazione senza alcun titolo formale.
Poi i Mondiali, gli Europei, la Coppa dei Campioni, la Juve, ma soprattutto tanto Bologna, da inviato: portava i rossoblu nel cuore. Allo storico Liceo Ginnasio San Luigi, già sulle propaggini dei primi colli felsinei, il compagno di scorribande pallonare nell’intervallo era nientepopodimenoche Giacomino Bulgarelli.
Prima della dipartita prematura, era diventato volto e voce dell’emittenza locale, a fianco dello storico sodale Gianfranco Civolani. Una voce libera, pungente e mai troppo accomodante. La sua epoca gli aveva insegnato così.
Ai familiari vanno le condoglianze più sentite di tutti gli amici dell’USSI