Oltre 500 studenti al Palaterme di Montecatini per parlare di bullismo e sport

Montecatini 16 marzo 2017 – Il convegno organizzato dall’Associazione Nazionale Polizia di Stato di Pistoia e dal Comune di Montecatini, assieme al Montecatini Minibasket per parlare di sport e bullismo, ha visto la partecipazione del mondo della scuola, del tifo, della cultura e delle istituzioni e di oltre 500 ragazzi delle scuole medie inferiori e superiori della città.
E’ stata una interessante riflessione a più voci, nel campo sportivo ma anche sociale e scolastico quale, appunto, quello del bullismo e del rispetto della legalità nello sport, che interessa da vicino l’intera società.
All’incontro-dibattito, moderato dal giornalista Franco Morabito, presidente dei giornalisti sportivi toscani, sono intervenuti il prefetto Francesco Tagliente, già questore di Firenze, di Roma e prefetto di Pisa; Marisa Grasso, vedova dell’ispettore di polizia Filippo Raciti, ucciso nel febbraio 2007 durante gli scontri tra tifosi di Catania e Palermo; la dirigente del commissariato di Montecatini Mara Ferasin; la criminologa Silvia Calzolari e il vicesindaco Ennio Rucco, che ha ribadito a chiusura del convegno l’importanza degli insegnamenti appresi a scuola e in famiglia nel prevenire certi tipi di comportamenti “distorti” che poi possono andare a ripetersi da grandi nella società.
Sono intervenuti a Montecatini anche il rappresentante dei tifosi fiorentina Filippo Pucci, presidente dell’Associazione centro coordinamento Viola Clubs e il rappresentante dei tifosi Empoli Athos Bagnoli, presidente dell’Unione Clubs Azzurri, prezioso punto di riferimento della scuola del tifo, per educare i tifosi, siano essi piccoli o grandi, a fare il tifo in modo corretto sulle tribune. Apprezzato anche il saluto della squadra di basket di serie B di Montecatini
L’evento, organizzato per il giorno del 39esimo anniversario del rapimento Moro, per non dimenticare e per educare alla legalità, è stato preceduto dalla commemorazione della strage di via Fani con il contributo del giornalista Daniele Bernardini.
Il sindaco Bellandi ha ricordato elencandole tutte le cinque vittime dell’agguato che aprì di fatto il rapimento di Aldo Moro, invitando poi i tanti studenti accorsi a rispettare la legge e di conseguenza gli altri per imparare a convivere al meglio con i compagni e a non farsi attrarre da fenomeni negativi quali il bullismo o senza percorrere cattive strade che da giovani soprattutto sono facili da seguire.
Sul rapimento Moro è intervenuto subito il prefetto Tagliente. “Ricordo che si generò un clima di pericolo, di insicurezza e di paura, anche perché venivano colpiti pure singoli cittadini, rappresentanti della società civile, della magistratura, del mondo carcerario e delle forze dell’ordine.
Molti rappresentanti delle forze di polizia, uscendo da casa, non sapevano se sarebbero tornati. La tensione e la paura, erano entrati a fare parte della quotidianità anche di alcuni poliziotti e delle loro famiglie. Consapevoli che alcuni colleghi erano stati colpiti con azioni inattese e imprevedibili anche a tradimento, al momento dell’uscita o rientro a casa, in tanti si videro costretti a cambiare continuamente abitudini, itinerari e orari di uscita e rientro. Ci fu chi decise di allontanare la famiglia dalla sede di servizio”
Passando al tema sport e bullismo Tagliente ha detto che “lo sport può essere anche una buona occasione per riflettere insieme su come agire per prevenire i fenomeni di Bullismo, ciberbullismo, mobbing, straining e stalking. Quando si tratta di fenomeni di bullismo tra ragazzi, la conflittualità va gestita puntando sulla educazione, sensibilità e la diffusione della consapevolezza facendo capire che, le libertà individuali devono poter convivere con i contrapposti interessi della collettività. Per contrastare il bullismo c’è bisogno di un lavoro comune tra genitori, insegnanti e ragazzi. Il punto di incontro comune a tutti e tre è la scuola. Nessun percorso di contrasto e lotta al bullismo può funzionare se non c’è interazione tra insegnanti, famiglie e ragazzi.  L’area di raccordo è la scuola, ma solo se si condividono almeno alcuni obiettivi comuni. Il primo di questi è lo sviluppo della cultura del dialogo reciproco”.
Di educazione alla legalità e rispetto nello sport ha parlato diffusamente la vedova Raciti, Marisa Grasso, ovviamente diretta interessata nell’affrontare il drammatico tema dei tifosi violenti che l’ha ferita umananamente nella maniera più assurda: nel febbraio di dieci anni fa suo marito Filippo Raciti fu ucciso durante gli scontri del derby tra Catania e Palermo. Toccanti i ricordi della telefonata ricevuta per comunicarle il tragico evento e anche i tanti momenti difficili vissuti dallo stesso Raciti durante il suo lavoro di poliziotto, nel tenere a bada i tifosi dagli animi troppo agitati.
Nell’incontro si è parlato anche del progetto di confronto con i tifosi che hanno subìto un Daspo per valutare le condizioni per la eventuale modifica della durata del divieto di partecipare a eventi sportivi.
“Sono stati inoltrati 334 inviti a tifosi daspati, dei quali in 151 si sono presentati e 135 hanno accettato di compilare un questionario. Ne è scaturito un confronto franco e proficuo. I risultati dell’indagine hanno fatto emergere la non conoscenza per molti delle conseguenze di un gesto ai loro occhi “banale”, inducendo in presenza delle idonee condizioni una modifica della durata del Daspo o addirittura la revoca”.
Tagliente ha citato volentieri l’episodio della trasferta dei tifosi del Liverpool a Firenze di qualche anno fa. “Ci fu un’apertura di dialogo. In sintesi dicemmo: vi accogliamo, divertitevi, ma rispettate la città, i suoi monumenti, il suo stadio e i suoi tifosi.
Il rappresentante dei tifosi del Liverpool rispondendo a una lettera aveva ringraziato per l’approccio precisando che “Bere alcolici prima delle partite fa parte della cultura dei tifosi inglesi e di quelli del Liverpool in particolare” invitando, a evitare il divieto assoluto della somministrazione di birra e alcolici. L’unico rischio, secondo il rappresentante dei supporter inglesi, poteva venire dai più giovani, che in ogni caso saranno una minoranza rispetto agli oltre 2.400 tifosi che si presenteranno davanti ai cancelli del Franchi per la Champions League”.
Pronta la risposta delle forze dell’ordine: in occasione delle due successive partite internazionali, Fiorentina-Liverpool e Fiorentina-Bayern Monaco, le forze dell’ordine, le categorie economiche e gli esercenti dei pubblici esercizi fiorentini hanno sperimentato un nuovo rapporto con le tifoserie ospiti. “Anziché adottare il rigido divieto di vendita di alcolici, previsto per queste occasioni, è stato deciso di procedere al solo divieto di asporto delle bevande alcoliche. I tifosi, sparsi in piccoli gruppi nei locali pubblici, hanno potuto ordinare e consumare alcolici all’interno del locale, magari mangiandoci insieme anche qualche specialità tradizionale, per poi recarsi, a stomaco pieno, allo stadio.  Anziché bighellonare per strada in comitive sorvegliate a vista dalle forze dell’ordine, anziché riempire di bottiglie vuote i parapetti dei lungarni e di cocci di vetro le carreggiate stradali, i tifosi “avversari” si sono dispersi nella molteplice offerta dei pubblici esercizi fiorentini in piccoli gruppi che non si sono fatti notare.  Sarà stata la qualità dell’offerta, sarà stata la sensazione di sentirsi turisti, e non “gruppi paramilitari” osteggiati dai nativi, sta di fatto che i tifosi delle squadre ospiti si sono comportati in modo encomiabile e anche le forze dell’ordine non hanno dovuto dispiegare i classici strumenti repressivi”.