Corriere Fiorentino, sciopero a sostegno dei colleghi senza contratto. L’Ussi Toscana auspica una rapida risoluzione

La decisione di RCS di non rinnovare i contratti a tempo determinato che abbiano superato i sei mesi di durata ai colleghi del Corriere Fiorentino crea un’altra ferita indelebile nel mondo del precariato giornalistico, penalizzando in particolare modo giovani che avevano (hanno) deciso di investire con diligenza ed impegno in questa professione. Il Consiglio direttivo dell’Unione Stampa Sportiva Italiana (USSI) della Toscana nel formulare l’augurio che l’azienda possa rivedere al più presto il provvedimento, come peraltro avevano fatto intendere le parole del presidente di RCS Urbano Cairo, si schiera al fianco dei colleghi in sciopero e si dichiara fin d’ora pronto a sostenerli in qualsiasi altra iniziativa che dovesse rendersi necessaria.
Qui di seguito il comunicato del Cdr.
Il comitato di redazione del Corriere Fiorentino indice per oggi, 25 settembre 2017, il primo dei cinque giorni di sciopero votati dall’assemblea contro la decisione di non rinnovare i contratti a tempo determinato che abbiano superato i sei mesi di durata. Il Corriere Fiorentino sciopera per la prima volta nei suoi quasi 10 anni di vita perché l’applicazione di questa decisione aziendale va a toccare, nel nostro come negli altri dorsi locali del Corriere della Sera, la vita e il futuro di colleghi che lavorano con noi da anni; e per il Corriere Fiorentino tale decisione significa anche tagli di posti di lavoro.
Come Cdr eravamo pronti, già durante l’incontro presso la FIEG la settimana scorsa, aI comitato di redazione del Corriere Fiorentino indice per oggi, 25 settembre 2017, il primo dei cinque giorni di sciopero votati dall’assemblea contro la decisione di non rinnovare i contratti a tempo determinato che abbiano superato i sei mesi di durata. Il Corriere Fiorentino sciopera per la prima volta nei suoi quasi 10 anni di vita perché l’applicazione di questa decisione aziendale va a toccare, nel nostro come negli altri dorsi locali del Corriere della Sera, la vita e il futuro di colleghi che lavorano con noi da anni; e per il Corriere Fiorentino tale decisione significa anche tagli di posti di lavoro.
Come Cdr eravamo pronti, già durante l’incontro presso la FIEG la settimana scorsa, a trovare percorsi d’intesa con l’azienda, un impegno condiviso con Assostampa e Fnsi. Dopo il nostro comunicato di sabato, non c’è stata nessuna risposta da parte di RCS. Per questo motivo scioperiamo, come faranno altri dorsi locali del Corriere oggi, e chiediamo un incontro urgente con l’azienda.
Vogliamo credere nelle parole del presidente Urbano Cairo, che ha detto di voler investire nei giornali locali del gruppo RCS: ma investire in una testata giornalistica significa investire nelle persone che fanno ogni giorno il giornale, non perdere queste professionalità. Per l’azienda è un vulnus, non un investimento. Un controsenso, che mette a rischio la qualità del lavoro e dei prodotti del Corriere Fiorentino che in questi anni sono sempre stati premiati dai lettori, contro il quale continueremo a batterci. trovare percorsi d’intesa con l’azienda, un impegno condiviso con Assostampa e Fnsi. Dopo il nostro comunicato di sabato, non c’è stata nessuna risposta da parte di RCS. Per questo motivo scioperiamo, come faranno altri dorsi locali del Corriere oggi, e chiediamo un incontro urgente con l’azienda.