I 70 anni dell’Ussi celebrati a Coverciano

La FIGC celebra i primi 70 anni dell’USSI, l’Unione Stampa Sportiva Italiana nata nel secondo dopoguerra dall’iniziativa del ‘Gruppo Milanese Giornalisti Sportivi’ e fondata su una nave nel porto di Genova. Nel capoluogo ligure si svolse il primo congresso del sindacato dei giornalisti sportivi italiani, che è oggi anche Associazione Benemerita del CONI.

L’anniversario è stato celebratooggi a Coverciano in occasione della IX edizione del seminario organizzato da FIGC e USSI ‘Il calcio e chi lo racconta’ alla presenza del presidente della Federcalcio Carlo Tavecchio, del presidente mondiale dell’Associazione Internazionale Stampa Sportiva (AIPS) Gianni Merlo e del presidente dell’USSI Luigi Ferrajolo. Alcune delle firme più prestigiose delle principali testate italiane (Luca Calamai, vicedirettore de La Gazzetta dello Sport, Alberto Polverosi, firma di primo piano del Corriere dello Sport, Diego Antonelli, Area Digital Rai) hanno dato vita a un interessante dibattito sul ruolo della stampa sportiva al giorno d’oggi e sulle prospettive future in una fase particolarmente delicata per tutto il mondo dell’editoria.

“Svolgete un lavoro molto prezioso – ha dichiarato Tavecchio rivolgendosi ai giornalisti presenti – e sono convinto che per il futuro dell’informazione sia fondamentale puntare sempre più sulla qualità. In questi due anni e mezzo anche il mio lavoro in Federcalcio è stato improntato sulla qualità. Dovevamo creare un sistema di unione con una squadra coesa, con una prospettiva, una bandiera, dovevamo costruire un sistema nuovo che era un po’ decaduto”.

ferraIl presidente federale ha poi donato a Luigi Ferrajolo la maglia personalizzata con il numero nove sulle spalle, sottolineando che anche per il futuro sarà rinnovato il rapporto di collaborazione che lega da diversi anni FIGC e USSI: “Anche a livello internazionale – ha aggiunto Tavecchio – abbiamo sposato una tesi di cambiamento totale. Ceferin ed Infantino sono il frutto di una scelta qualitativa quando ci siamo accorti che non era più possibile andare avanti con un sistema ormai obsoleto, di compromessi. I primi risultati si sono visti. Abbiamo ottenuto l’inserimento di una donna al Board della FIFA, abbiamo ottenuto di organizzare gli Europei Under 21 e tutto questo significa puntare sulla qualità”.